Le ultime volontà del partigiano-alpino: "Seppellitemi come i miei alpini in Russia"

Forni di Sopra: morto a 97 anni Fioravante Bucco, reduce e partigiano della Osoppo. A Porzûs gli fu conferita la medaglia d’oro «Le mie spoglie devono essere avvolte in un telo tenda. Anche i miei alpini in Russia quando possibile venivano sepolti avvolti nel telo tenda. Sulla bara niente fiori o corone, solo il cappello d’alpino e le medaglie».

FORNI DI SOPRA. «Le mie spoglie devono essere avvolte in un telo tenda. Anche i miei alpini in Russia quando possibile venivano sepolti avvolti nel telo tenda. Sulla bara niente fiori o corone, solo il cappello d’alpino e le medaglie».

Sono le ultime volontà di Fioravante Bucco, morto a 97 anni. Bucco, partigiano della Osoppo e reduce della campagna di Russia, se n’è andato domenica due giorni dopo il suo compleanno, in ospedale a Udine dove era stato ricoverato da alcuni giorni.

Lunga e avventurosa la sua vita. Fioravante giunge a Forni a seguito del padre Domenico, originario di Andreis, guardia forestale. Qui frequenta le scuole elementari prima di partire per il liceo scientifico a Pordenone e alla scuola di agraria a Firenze.

Arruolato, come “volontario”, nella scuola alpina di Aosta, viene inviato sul fronte russo nel 1942 a comandare la retroguardia che guida, come ufficiale, nel momento della ritirata. Ultimo a lasciare la sacca di Nikolajewka con i suoi alpini raggiunge la linea del Don. Ferito, viene trasportano dai commilitoni su una slitta nel gelo dell’inverno russo sino alla salvezza. Rientrato a San Candido viene inviato in Jugoslavia che abbandona l’8 settembre 1943 per arruolarsi nel gruppo partigiani della Osoppo combattendo in Val Cellina e sul Piancavallo. A fine guerra si laurea in agraria a Firenze per poi dirigere l’ispettorato di agraria divenendo il responsabile del settore in Regione e dirigendo l’Ersa.

A inizio anni Settanta decide di ritornare nei luoghi della sua gioventù a Forni di Sopra dove acquista un terreno verso Tiviei e vi costruisce una casa. Una volta in pensione si dedica al paese, divenendo consigliere comunale, carica che ricopre dal 1985 al 1995 e guidando l’associazione Ana fornese. Grazie a Bucco si concretizza la creazione del “parco delle rimembranza”, quale debito di riconoscenza verso il corpo degli alpini. Organizza il 62° Campionato nazionale Ana di sci di fondo e promuove la Giornata alpina a malga Tartoi che si celebra a luglio. A Porzûs riceve la medaglia in ricordo dei 70 anni dalla Liberazione che gli viene consegnata dal sottosegretario alla Difesa, Domenico Rossi.

Sempre lucido, amava profondamente Forni di Sopra. Ammalatosi a fine gennaio è stato ricoverato all’ospedale di Udine dove è spirato nelle notte di domenica. La salma, come da sue volontà, sarà cremata a Udine, mentre le sue ceneri saranno portate a Forni di Sopra.

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