Le richieste di aiuto crescono: da lunedì 25 pool di consulenti allo sportello dell’associazione
Federconsumatori del Friuli Venezia Giulia si organizza e si struttura per fronteggiare la marea di segnalazioni e contatti di risparmiatori della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca (in regione sono circa 20 mila) che si ritengono in qualche modo danneggiati dalla condotta dei due istituti, alle prese con una grave crisi e in cerca di nuovi assetti. Da lunedì 25 gennaio infatti allo sportello della sede di Udine in via Torino (zona Paderno) sarà a disposizione dei cittadini un pool di consulenti e addetti che potranno vagliare caso per caso e dare i consigli più adatti. «Sarà necessario telefonare per ottenere un appuntamento - afferma la presidente di Federconsumatori Barbara Puschiasis -, stiamo formando un gruppo di persone. Abbiamo bisogno di “allargare” la squadra, perchè le vicissitudini delle due banche venete ci stanno impegnando moltissimo. E’ un lavoro pesante fatto tutto da volontari, che ringrazio. Basti pensare che ogni settimana scriviamo 40 nuove lettere di diffida alla BpVi, siamo praticamente arrivati a quota mille».
Intanto a livello nazionale, Adusbef e
Federconsumatori bocciano i collegi arbitrali che dovranno decidere in merito ai ricorsi dei risparmiatori che hanno subito perdite a seguito del salvataggio di CariFerrara, Banca Marche, Etruria e Carichieti, delle cui vicende si è parlato approfonditamente anche in occasione delle quattro assemblee di ieri mattina a Udine . «I truffati ci pensino molto bene prima di aderire ad arbitrati, i cui collegi saranno composti dagli stessi fiduciari delle contigue autorità vigilanti corresponsabili dell'esproprio criminale del loro sudato risparmio», dichiarano Elio Lannutti e Rosario Trefiletti, leader delle associazioni di consumatori. «Aderire a formule subdole comporta rischi così elevati che potrebbero aggiungere al grave danno una ben architettata beffa»,sottolineano Adusbef e Federconsumatori, che «continuano a ritenere umiliazioni inaccettabili le elemosine arbitrali proposte ai più bisognosi con metodi assurdi».
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