Le Province annunciano battaglia alla Regione

UDINE. Le Province del Fvg non ci stanno a finire sull’altare sacrificale in nome della spending review. Dopo l’ok della giunta regionale allo schema di disegno di legge che punta a trasformarle in enti di secondo grado, si alza la protesta bipartisan da parte dei presidenti della quattro Province del Fvg.
C’è però anche chi accoglie positivamente questo primo step della riforma degli enti locali: si tratta dei vertici regionali di Cgil e Cisl. Un tema che divide anche i lettori del Messaggero Veneto: il 49% di coloro che hanno partecipato al sondaggio sul sito del giornale si dichiara a favore di Province e comparto unico.
Tra i più strenui difensori delle Province c’è il presidente di Gorizia, Enrico Gherghetta. «Il provvedimento della Regione è illegittimo e incostituzionale: in sostanza un disegno campato in aria, non basato su elementi di valutazione tecnica o economica».
Gherghetta annuncia battaglia, anticipando che nei prossimi giorni sarà diffuso un documento della Corte dei Conti: «Invita a riflettere sul taglio delle Province in considerazione del fatto che non porterà ai risparmi attesi e creerà solo confusione a livello istituzionale. Dietro al provvedimento della giunta regionale mi pare ci sia più ideologia che ragionamento».
Parole che sembrano anticipare uno strappo nel rapporto con la collega democratica Debora Serrachiani. E’ lo stesso Gherghetta a spiegare come stanno le cose: «Penso che Debora stia governando bene e resto un suo sostenitore. Ma non devo essere necessariamente sempre d’accordo con lei. Sulla questione Province sbaglia e dovrebbe fare un passo indietro. Serracchiani dice di agire così per portare a compimento ciò per cui è stata eletta: anch’io a Gorizia sono stato eletto per difendere le Province, e con 35 mila voti. Lei si è fermata a 28 mila preferenze nel mio territorio».
Perplessa anche la presidente della Provincia di Trieste, Maria Teresa Bassa Poropat: «È giusto che la giunta regionale persegua la realizzazione del programma votato dagli elettori - sostiene - ma ciò deve avvenire nel rispetto delle procedure corrette: si devono varare, quindi, prima le opportune modifiche alle norme costituzionali e statutarie, poi si potrà intervenire, sulla base dei necessari approfondimenti che nel frattempo saranno fatti, sul riordino dell’architettura istituzionale locale».
Diversi i toni utilizzati dai segretari regionali di Cisl, Giovanni Fania, e di Cgil, Franco Belci. «Ci allineiamo con quanto deciso dalla giunta - afferma Fania - un provvedimento necessario in una regione piccola come la nostra. Ora ci vuole il coraggio di aggregare i comuni prendendo come riferimento gli ambiti socio-sanitari». Belci considera l’ipotesi di Provincia quale ente di secondo grado «una sperimentazione da fare, purché sia solo l’inizio di una riforma più complessiva degli enti locali».
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