Le cinquantenni più vaccinate, i settantenni fanalino di coda: la situazione dei vaccini in Friuli Venezia Giulia spiegata in otto grafici

UDINE. La campagna vaccinale è iniziata a fine dicembre e dopo più di due mesi è giunto il momento di fare il punto: come stanno andando le somministrazioni del vaccino per prevenire il Covid-19 in Friuli-Venezia Giulia?
Partiamo dal dato più importante: al momento in cui scriviamo più del 7% della popolazione regionale ha ricevuto almeno la prima dose. Dalle prime ricerche scientifiche sembra che anche solo la prima dose garantisca una protezione contro le forme più gravi di Covid-19: dunque già inoculare la prima delle due dosi significa proteggere il maggior numero possibile di persone. La percentuale di residenti che ha ricevuto la seconda dose - e quindi protezione totale - si attesta al 3,22%.
Sappiamo anche che le persone più vulnerabili al virus sono le persone più anziane, e quindi dovrebbero essere vaccinate prima loro: ad oggi ad aver ricevuto la prima dose sono quasi il 30% degli 80enni (23 mila persone) e il 18% degli over 90 (quasi 4 mila persone). La fascia d’età più vaccinata con seconda dose è sempre quella degli over 90 (il 9%), seguita dai 20enni (5%).
Oltre a guardare l’età dei vaccinati possiamo spingerci un po’ più in là e combinare questo dato con il genere delle persone: così scopriamo che la fascia d’età ad avere ricevuto in assoluto più dosi è quella delle donne cinquantenni, seguita dalle donne e uomini 80enni. Curioso il caso dei 70enni, che rappresentano la fascia d’età meno vaccinata (esclusi i 16-19): questo dato si spiega dalla scelta di vaccinare in prima battuta il personale sanitario (e dunque molti 70enni vengono esclusi perché in pensione) e gli over 80, ovvero la categoria più a rischio.
Grazie al grafico qui riportato si può vedere che il trend delle somministrazioni è in salita: la linea, che indica la media mobile settimanale delle vaccinazioni, mostra tre picchi e in questo momento ci troviamo nel pieno dell’ultima accelerazione. I due colori delle barre indicano le prime e le seconde dosi: il blocco centrale di somministrazioni è stato quasi interamente dedicato alle seconde dosi (erano le settimane in cui le fiale scarseggiavano in tutta Italia), mentre negli ultimi giorni si è comunque ripresi a somministrare in larga parte le prime dosi.
Quali sono, dunque, le categorie di persone che vengono vaccinate? Nel grafico qui sotto ogni riga rappresenta una categoria, e ogni pallino cresce al crescere delle somministrazioni in quel giorno e per quella categoria. Così possiamo vedere visivamente che per una lunga fase il grosso delle inoculazioni è stato fatto al personale sanitario e sociosanitario (in arancione), mentre da metà febbraio sono gli over 80 (in azzurro) ad essere la categoria più vaccinata. Ancora poche le vaccinazioni per le forze armate (in blu scuro), superate ampiamente dal personale scolastico (in giallo).
Qual è il vaccino più utilizzato in regione fino ad ora? Il primo che è stato approvato, ovvero Pfizer/BioNTech. In questo grafico ogni barra rappresenta un giorno, ed è suddivisa in base alla percentuale di vaccinazioni effettuate con un determinato vaccino: in più di due mesi soltanto un giorno il vaccino Pfizer non è stato il più utilizzato (domenica 28 febbraio, quando le poche vaccinazioni sono state effettuate principalmente utilizzando il vaccino AstraZeneca).
Infine, per ogni fascia d’età qual è il vaccino più utilizzato? L’informazione rilevante è che AstraZeneca è giustamente utilizzato solamente per le categorie più giovani: non essendo stato ancora approvato il suo utilizzo per le persone over 65, la barra rossa (che rappresenta appunto AstraZeneca) non compare per le fasce d’età più anziane. Per ogni età, in ogni caso, il vaccino più comune è ancora quello Pfizer/BioNTech.
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