L’Austria crea una barriera anti-profughi a monte Croce Carnico

Sul Passo allestito a sorpresa un centro di identificazione con 2 container. La polizia carinziana: «Pronti a controlli permanenti»

UDINE. Due semplici prefabbricati in legno poco distanti da dove una volta c’era il valico. A Passo Monte Croce Carnico, in territorio austriaco, spuntano i centri di identificazione, prima accoglienza e assistenza dei profughi.

Entreranno in funzione solo nel caso in cui i flussi migratori dovessero intensificarsi dall’Italia. Un’ipotesi che la polizia austriaca prende seriamente in considerazione. «Attualmente – spiega Rainer Dionisio, portavoce della polizia carinziana – non ci sono controlli fissi al confine con l’Italia.

Continueranno ad esserci controlli nell’ambito delle cosiddette Agm (Ausgleichmassnahmen “misure di compensazione”) così come già avveniva in passato. Si tratta di accertamenti da parte della polizia all’interno del territorio austriaco o anche in prossimità del confine con periodicità non regolare.

La polizia carinziana, però, è preparata anche per l’eventualità che giungano disposizioni di controlli permanenti ai valichi. In questo momento non vi sono disposizioni al riguardo, né alcuna data effettiva per la loro applicazione. Una possibile vigilanza al confine dipenderà dai fenomeni migratori, per i quali attualmente non se ne vede la necessità. Prendiamo tuttavia in considerazione la possibilità che la situazione possa rapidamente modificarsi».

I container sono apparsi lunedì scorso. Un’ipotesi che sembrava già concreta a giugno quando la rotta balcanica era sotto pressione. Poi più nulla fino a pochi giorni fa quando alcuni operai hanno messo piede al confine, tra lo stupore dei residenti. La neve ha ritardato i lavori che si concluderanno nel fine settimana.

Del caso il sindaco Massimo Mentil non era informato. Lo ha saputo ieri mattina e si è subito messo in contatto con il primo cittadino del comune di Mauthen che ha confermato che quei due container ospiteranno i richiedenti asilo in transito per la loro identificazione, registrazione, ristoro e assistenza sanitaria e trasferimento in centri di prima accoglienza o addirittura per respingerli direttamente alla frontiera se sarà raggiunga la soglia massima fissata per quest’anno per l’Austria, che è di 37.500 persone.

«Questa via è poco trafficata e difficilmente sarà frequentata dai richiedenti asilo – dice Mentil –. Capiamo che l’Austria abbia voglia di tutelare il proprio territorio. Ma mi meraviglio che nessuno ci abbia avvisato. I confini non sono più geografici ma psicologici.

E se questo è il modo di fare allora va a cadere il significato di Stati Uniti di Europa. Cercheremo di capire nei prossimi giorni se gli austriaci avranno serie intenzioni. Non prevediamo però che ci saranno almeno nel breve termine grandi cambiamenti».

(ha collaborato Marco Di Blas)

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