Lauco boccia il 5G: «Rischi per la salute»
Stop al 5G da Lauco, che è uno dei sette comuni del Friuli Venezia Giulia individuato dall’Agcom per la sperimentazione del sistema di comunicazione elettronica di quinta generazione, comunemente chiamato 5G.
Il consiglio comunale all’unanimità ha espresso infatti parere negativo riguardo l’estensione sul territorio della nuova tecnologia, aderendo dunque alla richiesta di moratoria e promuovendo allo stesso tempo soluzioni tecnologiche sicure e a basso impatto ambientale e sanitario, cominciando dai luoghi maggiormente sensibili di permanenza continuativa delle persone più a rischio.
«La mia preoccupazione sul 5G – ha sottolineato il sindaco Olivo Dionisio – deriva innanzitutto dal fatto che numerosi e qualificati studi medico-scientifici attestano la potenziale nocività per la salute umana delle onde elettromagnetiche emesse da tecnologie di comunicazione senza fili, con rischi per il sistema neurologico, immunitario, endocrinologici e persino tumorali e un aumento di fenomeni di elettrosensibilità nella popolazione».
Con l’intento di salvaguardare la salute dei suoi concittadini appena eletto il sindaco Dionisio ha preso contatto con l’Anci (l’Associazione nazionale dei piccoli comuni italiani) «attiva nel supportare i piccoli enti locali in questa battaglia, finalizzata a difendere l’autonomia di noi sindaci e il benessere delle nostre popolazioni».
Dionisio sottolinea inoltre che nella nostra regione ed anche a livello locale è già radicato ed operativo il comitato “Stop 5G”, con cui l’amministrazione comunale ha già preso contatto, per collaborare al fine di fare chiarezza, informare la cittadinanza e poter così decidere consapevolmente e in autonomia sull’installazione delle mini antenne a microonde sul proprio territorio.
La sperimentazione in Italia viene attuata nei comuni di Milano, Prato, L’Aquila, Bari e Matera, mentre nei comuni afflitti dal Digital divide (svantaggiati sotto il profilo delle connessioni internet: in Fvg sono Ragogna, Pontebba, Bordano, Resiutta, Lauco, Comeglians in provincia di Udine; Tramonti di Sopra nel Pordenonese) è garantito il servizio per almeno il 90 per cento della popolazione entro quattro anni e mezzo dalla disponibilità delle frequenze.
Anche in Friuli sono nati comitati regionale e provinciali per dire no all’adozione della nuova tecnologia. I referenti dei gruppi anti-5G hanno inviato ai sindaci dei paesi coinvolti nel piano dell’Agcom una lettera-appello.
Quanto ai controlli, quando verrà progettata la rete 5G in Fvg (i primi ripetitori potrebbero essere installati a Udine e Trieste entro la fine dell’anno), L’Arpa (Agenzia regionale per l’ambiente) sarà tenuta a valutare la compatibilità dell’impianto con i valori di legge. —
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