“L’Artugna” omaggia la deputata Malisani

Ricordate le sue origini dardaghesi. Altri servizi dedicati alle latterie, alla storia e alla bachicoltura
Udine 14-01-2011 conferenza museo Telefoto Copyright PFP
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BUDOIA. Tagliato il traguardo dei quarant’anni di pubblicazioni, è in distribuzione il centoventottesimo numero del periodico “L’Artugna”, che si può leggere anche sull’omonimo sito internet. Ogni riga trasmette il forte legame con la propria terra da parte di redattori e collaboratori, che contribuiscono a fare scoprire storia e radici della comunità budoiese, con lo sguardo rivolto al futuro e con un ampio orizzonte. “L’Artugna”, stampato in migliaia di copie, raggiunge tante persone emigrate in altre parti dell’Italia e anche all’estero.

Nell’ultimo numero il direttore Roberto Zambon e i redattori esprimono la loro soddisfazione per l’elezione alla Camera dei deputati, nelle file del Partito democratico, di Gianna Malisani. Eloquente il titolo del servizio: “Una dardaghese a Montecitorio”. Per tutta la comunità Gianna è la figlia di Teresa Parmesan Danùt. Da piccola, Gianna trascorreva le vacanze a Dardago e in tanti oggi la ricordano, contando di incontrarla ancora. Con la sua elezione si evoca, in modo struggente, la figura del padre Giovanni Malisani, ufficiale degli alpini nella Julia, deportato nei lager nazisti dopo l’8 settembre 1943, scomparso in un tragico incidente a Faedis il 29 ottobre 1953. Tre mesi dopo è nata Gianna.

Il servizio del sindaco Roberto De Marchi fa rivivere, con le latterie di Budoia, Dardago e Santa Lucia, la storia della cooperazione all’inizio del Novecento. Proprio la redazione dell’“Artugna” sta completando l’allestimento del museo della latteria di Budoia, da poco inaugurato. Il periodico propone la vita di suor Maria Venenzia dedicata ai bambini dell’asilo. Fra storia e attualità si apprende di un mancato arresto durante l’amministrazione napoleonica, si ricordano i crimini perpetrati a Dardago dal criminale nazista delle Ss Alfred Dornenburg, si festeggiano il compleanno della centenaria Antonietta Sanson e l’inno alla vita dei 25 anni del Collis chorus.

Non manca infine la riscoperta della bachicoltura quale possibile fonte di reddito.

Sigfrido Cescut

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