L’Arcigay: Fontanini dovrebbe dimettersi perchè non rappresenta tutti FOTO

UDINE. Genitori omosessuali, famiglie “Arcobaleno”, una storia incredibile di una mamma udinese che vive in Belgio, Adele Palmeri, che non può tornare in Friuli, con i suoi figli adottivi, perchè per il suo stato giuridico (è sposata con la compagna in Sudafrica) non c’è alcun riconoscimento legale e rischia, una volta messo piede in Italia, che le vengano sottratti i bambini.
La conferenza “La gaia famiglia”, promossa da Arcigay e Arcilesbica in occasione della giornata internazionale contro l’omofobia, svoltasi ieri pomeriggio in una sala Ajace per la verità con diversi posti vuoti, è stata tutto questo. Ma soprattutto è stata l’occasione, per il presidente di Arcigay Friuli Giacomo Deperu, di togliersi qualche sassolino dalle scarpe e di attaccare, in modo risoluto, i presidenti delle Province di Udine e Pordenone, dopo le prese di posizione sul patrocinio (Ciriani lo ha concesso ma ha fatto marcia indietro, Fontanini lo ha negato) ai manifesti gay che da ieri sono stati affissi in 18 centri del Friuli e che ritraggono un papà gay e una mamma lesbica con i loro figli. «Non vorrei dimenticare Fontanini - ha detto Deperu -, ma le sue affermazioni su famiglia naturale e quant’altro sono francamente intollerabili. Ha perfino detto che c’è un allarme nella società in quanto noi gay andremmo a intaccare l’indice demografico. Ma questo significa aizzare l’odio contro gli omosessuali. Io gli chiedo formalmente di dimettersi: dovrebbe essere il presidente di tutti, anche il mio presidente, invece non lo è. Così la Provincia, da ente inutile, diventa pure dannoso. E’ meglio per tutti che venga chiusa, al più presto». Trattamento analogo è stato riservato al presidente della Provincia di Pordenone Ciriani. «Non abbiamo bisogno di un patrocinio peloso, non sappiamo che farcene - ha rincarato la dose Deperu -. L’altro giorno ho ringraziato Ciriani per la sua disponibilità, ieri lui ha fatto marcia indietro, dicendo che non aveva visto i manifesti. Ma non è vero e abbiamo le prove: le mail con le bozze che gli abbiamo inviato e che lui stesso ha vagliato e approvato. Sappiamo che deve tener buona la sua maggioranza di Pdl, Udc e Lega, ma lui i nostri poster li ha visti, eccome».
Chiusa la parentesi polemica con i massimi rappresentanti dei due enti, Deperu ha fatto notare con orgoglio che «la campagna antiomofobia del famoso bacio gay di tre anni fa è stata inserita tra le dieci migliori dalla rivista “Wired”» e che «il primo passo per sconfiggere l’intolleranza è l’educazione». Quindi un collegamento Skipe che è stato forse il momento più toccante della giornata. Da Bruxelles, dove vive, era collegata la friulana Adele Palmeri, moglie e mamma lesbica, con i suoi due bimbi adottati (bellissimi) e la compagna. Un tipico esempio di famiglia “Arcobaleno” che in Italia non ha alcun riconoscimento. «E’ stato il console di Cape Town, quando ancora ero in Sudafrica - ha detto la donna - a sconsigliarmi di venire in Italia, per tutelare mia figlia, negandoci così l’ingresso nel Paese. Io con i miei bambini non posso venire a Udine a trovare i miei parenti».
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