L’appello: "Aiutateci a ritrovare i nostri ibis"

Fagagna, mancano ancora 15 volatili sui 60 fuggiti dopo l’ondata di maltempo all’Oasi dei Quadris
Udine 13 aprile 2016 ESEMPLARI AL PARCO DEL CORMOR © Petrussi Foto Turco
Udine 13 aprile 2016 ESEMPLARI AL PARCO DEL CORMOR © Petrussi Foto Turco

FAGAGNA. Cercasi Ibis eremita: è l’appello lanciato dall’Oasi dei Quadris dalla quale, a causa dei danni alla grande voliera causati dal fortunale del 10 agosto, sono fuggiti una quindicina di esemplari.

«Circa 60 gli esemplari di Ibis eremita che vivevano all’interno della voliera – racconta Enzo Uliana, presidente dell’associazione Amici dell’Oasi dei Quadris –. Il 10 agosto la terribile ondata di maltempo che ha colpito anche Fagagna ha provocato moltissimi danni.

Della voliera è andata praticamente distrutta la parte superiore: da lì i nostri pennuti sono fuggiti. La maggior parte, dopo i momenti di grande paura causati dal temporale, sono tornati: un po’ nella voliera, una parte si sono aggregati al gruppo che vive stanziale vicino all’Oasi.

Di una quindicina non abbiamo notizie: sono esemplari che facevano parte della colonia riproduttiva, quella da cui attingiamo i pulli per l’imprinting». Sono animali cresciuti in cattività, abituati ad avere cibo e un posto per dormire.

«Chiunque abbia notato qualcuno di questi ibis – è l’appello di Uliana – è pregato di mettersi in contatto con noi che provvederemo al più presto al loro recupero».

La voliera è ancora in parte danneggiata: il Comune si è già attivato per una pronta riparazione. Quanto agli altri danni, determinante è stato l’intervento di volontari.

«Gravissimi i danni causati dal maltempo del 10 agosto – spiega il presidente dell’Oasi –: tutti i percorsi erano danneggiati a causa di alberi caduti o pericolanti tanto che il giorno dopo l’Oasi è rimasta chiusa. E non avremmo potuto riaprire nemmeno i giorni successivi se non fosse stato per l’aiuto che tanti ci hanno dato».

L’11 agosto, anche dalle pagine del nostro giornale, Uliana lanciò un invito a chi potesse dare una mano all’Oasi. «Dal giorno successivo alla nostra richiesta di aiuto, fino a Ferragosto – spiega Uliana – sono arrivate una sessantina di persone da Friuli e Veneto che hanno lavorato con noi per riportare la situazione alla normalità. A loro va il nostro grandissimo grazie: senza di loro non avremmo potuto riaprire al pubblico.

Al di là della fuga degli ibis, non ci sono stati danni agli animali, dalle cicogne alle anatre, ai konjic, i piccoli cavalli selvatici. A quanto ci risulta gli ibis mancanti non hanno perso la vita in quanto, dopo le prime ricerche, non abbiamo trovato corpicini».

Chi avesse visto uno o più ibis, è pregato di contattare Enzo Uliana (348 0412465) o Dima Lauzzana (338 7175877).
 

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