L’antica coltelleria lascia il posto a 14 residenze di edilizia sociale

Maniago, l’intervento è previsto nel complesso che ha ospitato la Due cigni in via Vittorio Veneto. L’opera beneficia di un finanziamento ministeriale, cui si aggiungono fondi da Ater e privati

MANIAGO. Maniago avrà presto un nuovo complesso edilizio costituito da 14 unità, che prenderanno il posto della storica sede della coltelleria Due cigni, ubicata lungo via Vittorio Veneto, arteria che collega il centro della città con Maniagolibero: saranno messe in cantiere tra qualche mese, infatti, le opere di realizzazione delle nuove residenze di social housing (edilizia sociale), note anche come alloggi agevolati.

La Regione ha siglato l’accordo di programma col ministero delle Infrastrutture per l’attuazione del piano nazionale di edilizia abitativa, che prevede il trasferimento dei fondi necessari per attivare in tutto il territorio friulano questo strumento innovativo: sul piatto oltre 20 milioni di euro, di cui circa un milione e mezzo è destinato al comune di Maniago. Sul totale, 7,9 milioni sono stati messi a disposizione dal ministero, mentre per la parte restante si tratta di un cofinanziamento dei beneficiari, cioè Ater e privati, selezionati con un apposito bando regionale.

Il passo successivo, che sarà compiuto nelle prossime settimane, prevede la stipula dell’accordo tra l’amministrazione regionale e l’impresa edile privata che è già stata individuata come assegnataria dell’incarico di esecuzione degli interventi di realizzazione delle unità abitative maniaghesi. La decisione di demolire l’edificio un tempo sede della Due cigni, che risale agli inizi del Novecento e si presenta oggi in pessimo stato (sino a qualche decennio fa all’interno si producevano forbici e altri utensili da taglio di grande pregio), per mettere in campo questo progetto di edilizia sociale, era stata presa nel 2010, in una seduta di consiglio comunale, quando era stata adottata anche una specifica variante al piano regolatore, ossia la 25, che ha consentito la modifica della destinazione d’uso dell’area, facendola diventare residenziale e non più sito industriale.

La messa in cantiere a breve dei lavori è stata accolta positivamente dalla cittadinanza: gli alloggi che saranno realizzati verranno, infatti, messi sul mercato a prezzi calmierati, con contratti d’affitto agevolati per 25 anni. Il progetto del social housing, come aveva rilevato l’assessore regionale alle infrastrutture Riccardo Riccardi, può essere inteso come un’evoluzione della tradizionale edilizia convenzionata: si sta assistendo, infatti, a un progressivo calo delle risorse pubbliche, anche nel campo della casa, mentre si registra un profondo cambiamento nei bisogni dei cittadini ed è in crescita la cosiddetta “fascia grigia”, ossia intermedia, della popolazione, soprattutto di giovani coppie, che non riescono ad accedere al libero mercato. Da qui le importanti possibilità che si aprono con il social housing.

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