L’allarme di Palmanova: nel 2012 tagli drammatici

Dalla Regione 519 mila euro in meno (35 per cento) di trasferimenti Il sindaco Martines: saremo costretti a ridurre servizi e ad aumentare le tasse

PALMANOVA

Ben 519.000 euro di trasferimenti regionali in meno rispetto all’anno precedente. Il 2012 non si apre certo con buone prospettive per il Comune di Palmanova. Il sindaco Francesco Martines è quasi incredulo. «Dalla Regione ci è stato comunicato che i trasferimenti ordinari, per la parte corrente, ammonteranno a 969.000 euro, rispetto a 1.488.000 dell’anno precedente. Si tratta di un 35% in meno. Per dare un’idea: è il costo di 12 dei nostri 36 dipendenti. E’ un taglio drammatico che mette in crisi un ente locale e lo costringe o a drastici ridimensionamenti dei servizi o all’aumento della tassazione».

Il primo cittadino spiega che la Regione ha anche creato un fondo di ulteriori 65 milioni di euro da distribuire ai Comuni, in fase di assestamento di bilancio. «Ora – aggiunge il sindaco - l’assestamento regionale viene approvato tra giugno e luglio. I Comuni quindi avranno certezza del finanziamento soltanto allora, ma i bilanci dei Comuni devono essere chiusi entro fine marzo! Inoltre la Regione non ha chiarito ancora in criteri con cui verranno ridistribuiti tra gli enti locali i 65 milioni di euro».

Il Comune di Palmanova ha anche provato a ipotizzare, in base a trasferimenti del passato, una certa cifra. «In ogni caso – commenta Martines - si potrebbe parlare di un decremento delle entrate pari al 18- 20%. Una cifra improponibile, che fa saltare i bilanci». Il sindaco della città stellata chiede (e domanderà anche all’Anci di farsi sostenitore di questa iniziativa) che la Regione faccia conoscere subito i criteri della ripartizione di questi fondi. Non solo: che la ripartizione di questi 65 milioni di euro venga fatta prima del 31 marzo in modo da consentire ai Comuni di chiudere il bilancio di previsione con cifre certe alla mano.

«I tagli di cui stiamo parlando –prosegue Martines- sono cifre che finanziano la parte corrente, vale a dire i costi della macchina comunale e dei servizi ordinari che essa eroga. Non è che stiamo parlando di fare o non fare un’opera pubblica, ma di dare o non dare un contributo alle famiglie bisognose, di garantire o meno determinati costi dei servizi, di pagare i dipendenti comunali».

Il sindaco lancia un vero allarme anche perché in questa situazione si trovano più o meno tutti i Comuni della Regione. «Con tagli di questo tipo, un ente locale non ha altra scelta se non quella di tagliare servizi, aumentare la tassazione o ridurre i dipendenti comunali. Ma come si fa –conclude- a chiedere altri sacrifici ai cittadini in questo periodo di crisi, quando tutto sta aumentando, dalle bollette ai costi della benzina. Già è stata introdotta l’Imu con l’adeguamento delle rendite catastali. Cosa dobbiamo fare? Aumentare anche l’Irpef?».

Monica Del Mondo

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