L’allarme di Genius loci: nuove industrie sul Corno

SAN GIORGIO DI NOGARO. «Vogliono industrializzare la sponda sinistra del Fiume Corno, è questo il reale motivo del secondo accesso all’Aussa Corno». Il Comitato “Genius loci - Terra di vita” di Villanova, dopo un periodo di silenzio, passa al contrattacco sul secondo accesso viario alla Ziac e al Porto lanciando pesanti accuse alle amministrazioni di San Giorgio e Torviscosa su quelle che indicano come le reali intenzioni di queste infrastrutture: ovvero l’industrializzazione della sponda sinistra del Corno.
«Le amministrazioni comunali di San Giorgio di Nogaro e Torviscosa non finiscono mai di stupirci - attaccano -: dopo aver condiviso con il Consorzio Aussa Corno il progetto e il tracciato della strada di collegamento tra la SS 14 e la zona industriale ed aver pesantemente fallito con il referendum, con gli alcuni articoli apparsi sulla stampa, dimostrano tutta la superficialità con cui hanno affrontate le tematiche legata alla futura viabilità».
Il Comitato Genius Loci di Villanova ribadisce infatti la netta contrarietà al progetto viario: «Vogliamo ricordare alle due amministrazioni che prima di avallare qualsiasi tracciato stradale o ferroviario dovrebbero spiegare alla cittadinanza a che cosa realmente servono tali infrastrutture. Sentita la relazione tenuta dall’assessore regionale Riccardi, presso la sala consiliare di San Giorgio, riguardante la tematica del corridoio Adriatico-Baltico, possiamo affermare che tutto ciò che il Comitato “Genius loci - Terra di vita” sta dicendo ormai da dieci mesi, corrisponde al vero. Dietro questa infrastruttura c’è la ferma volontà di urbanizzare ed industrializzare la sponda sinistra del fiume Corno, anche se le amministrazioni comunali e la vecchia dirigenza del Consorzio Aussa-Corno in tutte le occasioni di confronto hanno sempre negato tale evenienza».
«Come da noi evidenziato nella riunione tenutasi a Villa Dora a marzo, la valutazione ambientale strategica del piano regionale della logistica riferendosi alle opere relative al raddoppio del porto Margreth, alla futura strada ed alla ferrovia, non prevede impatti favorevoli e compatibili con il territorio. Chiediamo che le istituzioni tutte - concludono -, spieghino in maniera esaustiva quale futuro avrà il nostro territorio e in particolare che ambiente lasceremo alle future generazioni, e dopo quanto ascoltato dall’ assessore regionale alle Infrastrutture nell’assemblea di cui sopra, ribadiamo la contrarietà a questo modello di sviluppo e chiediamo una pausa di riflessione».
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