L’Airbus con la livrea? Viaggia tra Beirut e Algeri

L’esperienza non sarà più ripetuta, ma l’aereo bianco e nero con i colibrì è ancora in servizio

UDINE. Ve lo ricordate il contestato aereo Alitalia con la livrea bianca e nera e i colibrì che avrebbe dovuto pubbicizzare il Friuli Venezia Giulia? E’ ancora in servizio (il contratto da un milione di euro con la compagnia di bandiera era di un anno e scadrà in aprile, ndr) e viaggia tra Lamezia Terme, Beirut, Tirana e Algeri. Tutte città e Paesi da dove è piuttosto difficile che arrivino turisti nelle spiagge di Lignano e Grado o nelle stazioni sciistiche dello Zoncolan o del Piancavallo. L’impiego dell’Airbus A319-112 “targato” Ei-Imi negli ultimi otto giorni parla chiaro.

E’ passato per Bologna, Torino, Palermo, Bari, ovviamente Roma e Milano, Malta, Tolosa, Beirut, Lamezia Terme, Reggio Calabria, Algeri, Brindisi e Cagliari, giusto ieri. Solo in un’occasione quel velivolo, con la scritta Friuli Venezia Giulia è atterrato a Monaco di Baviera, precisamente il 28 febbraio scorso, una città, quella tedesca, che potenzialmente può attrarre viaggiatori verso la nostra regione.

Per il resto tutte mete che con il Fvg hanno poco da spartire, come era già stato ventilato fin dall’inizio, quando i vertici Alitalia avevano dichiarato che quell’aereo avrebbe fatto rotta con il Nord Africa. Ma l’esperienza, forse il capitolo più discutibile dell’attuale presidenza dell’Aeroporto che è costata a Sergio Dressi un anno di rapporti estremamente difficili con il socio unico, la Regione, non sarà ripetuta. Il nuovo programma di promozione territoriale con il partner Alitalia, infatti, è di basso profilo, senza iniziative estemporanee, ma che non è detto non portino risultati.

«Per il 2015 - conferma il direttore generale di TurismoFvg Michele Bregant - puntiamo su azioni rivolte alla clientela in modo mirato. Avremo due uscite e una copertina (nel numero di gennaio, con il monte Lussari innevato) della rivista di bordo Alitalia, quella che è in tutti gli aerei e per tutte le destinazioni e potenzialmente è consultabile da decine di migliaia di persone. In più le carte d’imbarco per chi viene a Ronchi con Alitalia sono “personalizzate” con il logo e la pubblicità del Friuli Venezia Giulia. Al momento è quanto abbiamo previsto, la livrea bianca e nera non sarà riproposta.

Aveva dei costi notevoli, il budget è ora contenuto». L’affaire livrea, nella primavera del 2014, fu oggetto di un’aspra polemica tra Dressi, la Regione e TurismoFvg, con un rimpallo di responsabilità sulla paternità della decisione di affidare una promozione così dispendiosa a un’idea tanto ardita, per colori, immagine e logo.

Un altro capitolo che sta a cuore al futuro dello scalo regionale è il polo intermodale, vale a dire il collegamento con la stazione ferroviaria. La società sta definendo il bando vero e proprio, dopo che erano state una decina le manifestazioni di interesse per la realizzazione dell’opera, del valore di 17 milioni di euro. In fila per collegare via ferrovia lo scalo alle principali località della regione e a Venezia, ci sono anche alcune aziende del Friuli Venezia Giulia che puntano al maxi cantiere.

L’iter ora prevede la gara per l’assegnazione dei lavori che partiranno all’inizio del 2016 perché la consegna del primo lotto è fissata a gennaio 2017. «Abbiamo valutato positivamente la risposta delle aziende regionali - aveva detto a suo tempo Francesca Zennaro, rappresentante della Regione nel cda -. Sarebbe importante se un appalto di queste dimensioni restasse sul territorio. Anche perché questa opportunità non si conclude con la prima tranche da 10 milioni, ma chi vincerà il bando automaticamente è chiamato a realizzare anche la seconda fase che ne vale altri 7. Guardiamo sempre al territorio e prova ne è il fatto che anche per altri lavori abbiamo chiesto alle aziende regionali se erano in grado di eseguirli». Il progetto per il Polo intermodale è già esecutivo.

E comprende un’autostazione per i bus per 16 linee con un piazzale di manovra di 3 mila 800 metri quadrati e una superficie pedonale di 2 mila 800, un sistema di viabilità interno articolato su due circuiti (pubblico e privato), un parcheggio multipiano da 501 posti, un altro a raso a nord con 741 stalli e uno a sud con 311. Punto di forza è la fermata ferroviaria (senza barriere architettoniche). A completare il quadro è il collegamento pedonale coperto da 425 metri, raccordato con scale mobili, ascensori e scale di sicurezza. Da questa connessione capillare con il territorio passa anche il rilancio dell’intera regione. (m.ce.)

 

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