La vicina di casa: non resta che andarsene
L’ultima beffa sono stati gli auguri di Natale dello studio Colin, che ha progettato l’ecomostro, affissi da qualcuno sui campanelli dei condomini della zona. Quell’immagine della “mascotte” del complesso Punto Cardinale con il cappello di Babbo Natale e le fauci spalancate oggi sembra voler dire “vedete che alla fine non è successo nulla”.
«Quando ho visto quel biglietto - afferma Annalisa Furlan, che con una lettera al giornale aveva denunciato il caso dell’ecomostro che ha oscurato la visuale a molti residenti in piazza Costantini e nelle zone limitrofe - volevo chiamare lo studio per capire qual era il senso di questa cosa. Poi ho rinunciato».
Perché alla fine, dopo aver visto crescere l’ecomostro, il sentimento è quello della rassegnazione. «Siamo scoraggiati, frustrati - afferma - e non ci resta che la speranza che, prima o poi, ce ne andiamo, ci trasferiamo da qualche altra parte».
Alla Furlan non sono andate giù in particolare le parole in consiglio comunale dell’ex sindaco, Sergio Bolzonello. «Ha criticato i palazzoni anni Sessanta e Settanta - sottolinea - mentre salvava l’ecomostro di piazza Costantini. Soltanto che i primi hanno rispettato l’intorno, mentre il complesso in fase di completamento ci ha tolto il sole».
Alla possibilità che il Comune disponesse la demolizione dell’abuso la Furlan non ci ha mai creduto, «e in ogni caso sarebbe stato un ulteriore danno, con passaggi di camion, polvere e altro ancora. L’ho detto, ormai siamo rassegnati, quello che è stato fatto non è più sanabile». (ste.pol.)
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