La testimonianza delle società: «Molti versano le quote a rate»
UDINE. «Spesso provano vergogna. Non ci dicono nulla e da un giorno all’altro tolgono il bambino. Poi siamo noi a ricontattarli, chiediamo spiegazioni e loro ci confessano che non possono continuare a tenere il figlio nell’associazione perchè non arrivano a fine mese».
Così Caterina Tramontana dell’Asd “Dna Danza dall’A alla Z”, una delle tante associazioni sportive udinesi che tocca con mano la crisi delle famiglie friulane.
«Pur di riavere il ragazzo, cerchiamo di dilazionare i pagamenti. Spesso ci è capitato di stare fuori bilancio e di rimetterci a fine anno del nostro». Margherita De Simon è allenatrice e consigliera dell’Asd “Pattinaggio Udinese”.
«C’è molto interesse per la nostra disciplina – racconta –. Da noi il problema non è la quota d’iscrizione ma l’equipaggiamento iniziale: 250 per un paio di pattini, che però possono essere acquistati usati a buon mercato».
Cambia lo sport, ma i problemi restano. Anche nella pallavolo. «Il numero di iscritti è lo stesso – spiega Giorgio Aliprandi, vice presidente della “Pav Udine Pallavolo” – ma una famiglia su dieci ha difficoltà a pagare la quota. Cerchiamo di dilazionare anche noi i pagamenti, ma spesso non ce la fanno a versare tutto, specie negli ultimi mesi».
Anche Michele Mian, ex stella della pallacanestro, nazionale azzurro e giocatore dell’allora Snaidero, si è buttato nel settore giovanile. Ha una scuola basket con 60 iscritti e «per far conoscere l’attività andiamo gratuitamente negli asili e facciamo lezione».
Anche Miki Mian ha compreso le difficoltà e lo scorso anno ha messo a disposizione, attraverso i servizi sociali del comune, tre posti gratuiti nella sua scuola di minibasket.
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