La statua di Massimiliano? E’ di Gorizia e Monfalcone

CORMONS. In pochi sapevano che la statua di Massimiliano I d’Asburgo, presenza caratterizzante e importante nel centro di Cormòns, fosse di proprietà della Provincia. E in molti ignorano che il manufatto, che rientra a pieno titolo nelle collezioni possedute dall’ente intermedio, passerà di proprietà. Se, poi, il piano-Gherghetta andrà in porto, la nuda proprietà dei Musei provinciali (e della statua di Massimiliano) passerà ai... Comuni di Gorizia e di Monfalcone. Buttiamola sul ridere: metà statua (poniamo dalla cinta in giù) sarà di proprietà di una municipalità, la metà superiore dell’altra. Insomma, due enti locali che probabilmente sono lontani mille anni luce dal valore e dai significati che i cormonesi danno a quella statua, ne diventeranno proprietari (probabilmente poco interessati).
Sì, riserva anche queste sorprese la vicenda dei Musei provinciali, destinata a risolversi definitivamente nelle prossime settimane, quando la Regione dovrebbe definire l’iter di trasferimento della proprietà dei beni mobili ai Comuni di Gorizia e Monfalcone, come previsto dal piano presentato da Gherghetta anche al Mibac.
E buttiamola ancora sul ridere: se alla statua di Massimiliano dovesse cadere il naso, chi interverrà? Il Comune di Gorizia? O il Comune di Monfalcone? Oppure la Regione che otterrà la gestione di tutti i beni dei Musei provinciali, statua bronzea compresa? E, poi, siamo sicuri che un bel giorno non arrivi un bel camion, carichi la statua e lo porti in chissà quale altra location?
In realtà, non dovrebbero esserci problemi. Perché nell’ormai lontano 2002 venne firmata una convenzione in cui si stabilì che la statua di bronzo sarebbe rimasta collocata “permanentemente” nel territorio del Comune cormonese. Non solo. Si stabilì anche che sarebbe dovuto essere il Comune a farsi carico della manutenzione della statua, un impegno gravoso in quanto la lega di bronzo è un materiale molto delicato che deve essere costantemente tenuto sotto controllo.
Il sindaco Luciano Patat, come commenta questi scenari, con la statua che diventerà proprietà dei Comuni di Gorizia e di Monfalcone? «In queste settimane, non sono mai entrato nel merito della questione dei Musei provinciali. Ho preferito non prendere posizione. Ma ritengo che le collezioni e i beni nella sua interezza siano patrimonio dell’intero territorio dell’Isontino e non soltanto dei Comuni di... Gorizia e di Monfalcone».
Quindi, quale sarebbe stata la soluzione ottimale, secondo il primo cittadino di Cormòns? «Credo che la via da percorrere con tutte le forze poteva essere quella di affidare la proprietà dei Musei provinciali e di tutti i “tesori” annessi e connessi alle Uti: metà patrimonio all’Unione intercomunale Collio-Alto Isonzo, l’altra metà ai Comuni del Monfalconese. Nel caso specifico della statua di Massimiliano, continueremo a procedere noi con la manutenzione. Come sempre abbiamo fatto. Sicuramente, continueremo a valorizzare quella che è una presenza-simbolo nella nostra cittadina, che caratterizza il centro di Cormòns», conclude il primo cittadino.
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