La prima visita del nuovo Presidente a Gorizia sul confine sloveno

UDINE. La prima visita in Friuli del dodicesimo presidente della Repubblica, Sergio Mattarella è in programma il prossimo 21 marzo.
Nell'agenda del Quirinale la data per la visita ufficiale è già stata fissata. Il 21 marzo Mattarella incontrerà sul confine il presidente sloveno Borut Pahor in occasione del concerto conclusivo del progetto transfrontaliero “Vie della Pace-Pot Mirù”. Piazza della Transalpina, con la storica stazione ferroviaria asburgica, è diventata il simbolo della caduta dell’ultimo muro che ha riunito l’Europa dei 25 nel 2004 riaprendo le porte a Est, e lo scorso 7 luglio ha ospitato l’incontro tra il presidente Giorgio Napolitano e lo stesso Pahor prima della salita al Monte Santo per inaugurare la “Panchina della pace”. Adesso toccherà a Mattarella inaugurare il percorso che unisce i luoghi che da Duino al Kolovrat, passando per il Carso, per Gorizia e per Caporetto, formarono la linea del fronte dell'Isonzo.
«Lo aspettiamo a braccia aperte - dice il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta - sono stato a Roma il giorno prima della sua elezione proprio per presentare il programma di quella che sarà la conclusione di un progetto che, nel centenario della Grande guerra, vuole riproporre il tema della pace e della convivenza tra i popoli. Ospitarlo sarà un onore».
Per Gherghetta con l’elezione di Mattarella («la persona di cui avevamo bisogno, seria onesta, rispettosa delle regole e che agisce sulla base di fermi principi») il Parlamento ha dato un «bel segnale dopo la figuraccia del 2013 con il pasticcio di Prodi». Di più: «Sul piano politico bisogna prendere atto del capolavoro di Matteo Renzi mentre i 5 stelle hanno perso un’altra occasione per dimostrare che non sono a Roma solo per prendere lo stipendio».
Un affondo in piena regola. Gherghetta è anche sicuro che non ci saranno ripercussioni per il Governo mentre il primo cittadino di Gorizia, Ettore Romoli la pensa in modo diamentralmente opposto: «Non conosco Mattarella e quindi aspetto per giudicarlo, ma di sicuro da ora in avanti Renzi dovrà camminare con le sue gambe tra i tanti amici del suo partito. Fino adesso è stato molto furbo a sinceramente questa mossa non l’ho proprio capita: poteva giocare con due forni e invece ne ha chiuso uno e non riesco proprio a capire perché. In politica non finisce niente ma di certo il patto del Nazareno è incrinato e Renzi è molto più debole: se vorrà fare le riforme dovrà per forza ricucire con Berlusconi».
Cosa che per il sindaco di Udine, Furio Honsell sarebbe un gravissimo errore: «Sono contento che il patto si sia rotto perché non ritengo Berlusconi un interlocutore degno in uno Stato di diritto. Finisca prima di scontare la sua pena.
Per quanto riguarda l’elezione di Mattarella è una notizia meravigliosa perché stiamo parlando di una figura straordinaria, non solo per le compentenze (è un professore universitario) ma anche per il curriculum politico e la vicende familiari che lo rendono un simbolo della lotta alla mafia. Con Mattarella presidente sono sicuro che migliorerà anche la reputazione dell’Italia all’estero, è l’uomo giusto per dare u nuovo slancio all’immagine dell’Italia». Dello stesso avviso anche il sindaco di Pordenone, Claudio Pedrotti: «La sua storia è un simbolo che parla da solo. Anche le prime poche parole che ha pronunciato mi hanno colpito: si è schierato a fianco dei cittadini come garante delle loro speranze consapevole delle difficoltà».
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