La pandemia stravolge l'assetto della Sanità: alle Aziende 2,19 miliardi di euro

UDINE. Dalla prevenzione alle cure ospedaliere, dall’assistenza domiciliare ai ricoveri, dal programma odontoiatrico alle strutture per anziani passando dalla spesa farmaceutica al personale, dagli investimenti ai Lea. La giunta ha approvato, su proposta dell’assessore alla Salute Riccardo Riccardi, le Linee di gestione del servizio sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia per il 2021. È, in sostanza, il piano operativo in cui si dettaglia in che modo, e con quali risorse, verrà gestita la sanità regionale quest’anno. Un capitolo fondamentale anche per le casse della Regione, visto che vale, complessivamente, 2,4 miliardi di euro, che corrispondono a mille 989 euro e spiccioli per ogni residente in Fvg.
PER APPROFONDIRE
Alle aziende
Partendo dal finanziamento, per la sola spesa sanitaria, è stato definito anche il riparto delle relative risorse, 2,19 miliardi di euro, alle diverse Aziende della regione. All’Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina vengono assegnati complessivamente 692 milioni di euro, compresi i 93,3 milioni di finanziamento integrativo; all’Azienda sanitaria universitaria Friuli Centrale 941,4 milioni di euro (di cui 66 di finanziamento integrativo); all’Azienda sanitaria Friuli occidentale 499 milioni (di cui 23 milioni di finanziamento integrativo); all'Irccs Burlo Garofolo 20,6 milioni, al Cro 16,2 milioni, all’Arcs, l’Agenzia regionale di coordinamento, 18,2 milioni.
Personale
È di 863,27 milioni di euro il tetto di spesa definito per il personale, e corrisponde a quanto speso nel 2018. Pare non sia una soglia inamovibile, visto che nelle Linee di gestione si specifica che «potrà essere oggetto di variazioni on occasione delle manovre di bilancio». Inoltre si stima, per il 2021, un fabbisogno di 540 operatori sociosanitari che andranno formati - anche grazie ai corsi che verranno avviati - nel corso dell’anno».
Obiettivi
Le Linee di gestione ricordano in premessa l’epidemia Covid-19 che ha investito il Fvg, e non solo, impattando anche sugli obiettivi - in parte mancati - che il servizio sanitario regionale si era dato lo scorso anno, e indicandone di nuovi. Ad esempio «il piano di potenziamento della rete ospedaliera per l’emergenza Covid, il piano di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale e il piano per il recupero delle liste di attesa». Tutti i piani sono già stati attivati nel corso dell’anno 2020 e la loro esecuzione proseguirà anche nel 2021. L’obiettivo «rimane quello di assicurare le attività di contrasto alla pandemia garantendo anche le attività sanitarie istituzionali specifiche, pur nella consapevolezza - si legge nel documento - dell’incertezza che attualmente contraddistingue l’andamento pandemico».
Priorità
L’epidemia da coronavirus «ha enfatizzato la debolezza dell’architettura dell’assetto organizzativo», evidenzia ancora il documento, e reso evidente la necessità dell’avvio, e ora del consolidamento, «di un percorso di potenziamento della rete ospedaliera e dell’assistenza territoriale con l’innovazione dei servizi territoriali e dei sistema di presa in carico dei cittadini con problemi di salute e dei soggetti fragili». È emersa anche «la necessità di valorizzare i Dipartimenti di prevenzione».
Potenziamento
Nel documento si ribadisce la necessità di dare attuazione al piano regionale di assistenza territoriale varato in piena emergenza Covid che prevede il potenziamento dell’assistenza domiciliare, la prosecuzione dell’attività delle Usca, nate per prendersi cura dei pazienti Covid a domicilio, l’avvio delle centrali operative territoriali e la sorveglianza della circolazione di Sars-CoV-2. Sul fronte ospedaliero resta confermato il potenziamento della rete già attivato, con l’incremento dei posti letto di terapia intensiva, semintensiva e area medica, ma anche la stabilizzazione dei percorsi separati nei pronto soccorso della regione. Ovviamente si ricorda l’importanza della campagna vaccinale anti-Covid già in atto.
Più posti letto
Le degenze intermedie distrettuali «necessitano di un potenziamento che permetta di ridurre la pressione sui presìdi ospedalieri, in particolare delle aree mediche». In sostanza servono più posti letto per raggiungere uno standard di 1,25 posti letto per mille abitanti, ovvero in tutto 1.520 in regione. Non si tratterà di posti letto Covid, ovviamente, e nelle Linee sono elencate una serie di funzioni con un numero adeguato di posti letto relativamente a recupero e rieducazione funzionale, accoglienza protratta, trattamento di patologie acute minori, degenza internistica post acuti ecc, per ciascuna azienda. I posti letto andranno attivati «in modo diffuso sul territorio privilegiando le sedi ospedaliere riconvertite o in fase di riconversione.
Nel caso di maxi-afflusso di pazienti nell’area ospedaliera - si legge ancora -, come sta accadendo con la pandemia da Covid-19, è importante che il territorio sia in grado di ricevere molti pazienti in dimissione per decongestionare le aree di emergenza degli ospedali». A regime questa strutturazione potrebbe consentire di recuperare oltre 400 posti letto.
Attese
Le Linee di gestione forniscono obiettivi da raggiungere anche per quel che riguarda il «ripristino dei volumi di prestazioni di specialistica ambulatoriale» e anche di ricovero, con l’intento di recuperare le prestazioni perdute a causa della pandemia.
Investimenti
Nel piano di investimenti 2021-23 (149,9 milioni la somma stanziata e ancora da impegnare) trovano posto, tra gli altri interventi, la riqualificazione dell’ex Ospedale psichiatrico di Udine (che vale 25 milioni di euro) e la nuova sede del 118 di Trieste (per 8 milioni).
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