La nuova Giunta regionale Squadra quasi pronta Resta il nodo Sanità

Oggi il presidente presenterà l’esecutivo e poi incontrerà la maggioranza. Spuntano Silvestro alla Salute e Torrenti alla Cultura. A rischio Codega e Iacop

UDINE. L’attesa finirà oggi. Oggi il presidente Debora Serracchiani svelerà i componenti che la affiancheranno in giunta. Alcune caselle sono coperte e blindate, altre non proprio. Ha lavorato Serracchiani, senza mai nasconderlo, a una squadra fondata prima di tutto sulle competenze. Poi, se tutto combacerà come sembra, l’esecutivo avrà, oltre alla presidente, otto componenti, quattro donne e quattro uomini. Resta un nodo, quello dell’assessore alla Sanità.

Oggi il vertice di maggioranza

Era programmato ieri, è slittato a stasera, perché Serracchiani ha dedicato buona parte della giornata all’impegno da commissario per l’emergenza dell’autostrada A4. Con ogni probabilità il governatore stamani farà l’ultimo giro di conferma sugli assessori, poi presenterà i componenti della squadra e attorno alle 19.30 a Udine incontrerà tutti gli eletti della maggioranza di centrosinistra.

Il nodo Sanità

È tramontata l’ipotesi di veder assegnato l’incarico a Silvio Brusaferro, docente dell’università di Udine. Così come sono in ribasso le chance per Vittorino Boem, ex sindaco di Codroipo, neo-eletto consigliere regionale. Lui, come la maggioranza degli altri neo-consiglieri, non ha alcuna intenzione di dimettersi dall’Assemblea per accomodarsi in giunta. Per uno degli assessorati più delicati di nomi tra mercoledì e ieri ne sono circolati molti. Accreditato quello dell’udinese, neo-senatrice del Pd eletta in Lombardia, Annalisa Silvestro, che vive ad Attimis. «Chiacchiere in libertà», ha risposto ieri la democratica. E tra le voci è circolata, ancora, l’idea che a ricoprire un incarico tanto cruciale possa essere il rettore in scadenza dell’università di Udine, Cristiana Compagno. Un “Magnifico” in giunta è sicuro, Francesco Peroni, anche lui rettore in scadenza, dell’università di Trieste. Ha detto sì alla proposta di gestire il referato alle Finanze. Due rettori nello stesso esecutivo sarebbe un bel colpo in fatto di competenze.

Le certezze

Quella granitica si chiama Sergio Bolzonello. L’ex sindaco di Pordenone sarà vicepresidente e avrà le deleghe alle Attività produttive, all’Agricoltura e al Commercio. Ieri si è detto che l’Agricoltura potesse andare a Ivano Strizzolo, che ha smentito. Altre certezze sono Mariagrazia Santoro (non eletta) e Sara Vito, neo-eletta, goriziana, che potrebbe essere chiamata a gestire i compiti al Lavoro e alla Formazione. Non sembra in dubbio nemmeno Loredana Panariti di Sel, che potrebbe gestire l’Ambiente. Ha quotazioni alte anche Paolo Panontin dei Cittadini, primo dei non eletti, pordenonese. Per lui sembra pronta la delega alle Autonomie locali, anche se nella civica in molti auspicano che possa ritrovare spazio Piero Colussi.

La grana Infrastrutture

Il nome dell’udinese Roberto Grandinetti, docente dell’università di Padova, viene ripetuto come ideale alla guida del referato alle Infrastrutture. Può essere. Soprattutto perché Serracchiani ha già annunciato un nuovo assetto delle deleghe.

Tremano gli uscenti rieletti

Il governatore ha un dubbio, la doppia inchiesta – una della Procura di Trieste e una della Corte dei conti – sui rimborsi ai consiglieri. In maniera diversa gli uscenti e rieletti sono coinvolti. Rischia di restare fuori Franco Codega, accreditato a guidare Cultura e Istruzione, per far posto a Gianni Torrenti. E Franco Iacop non ha certezza d’essere eletto presidente del Consiglio. Serracchiani è l’unica ad avere già tutte le risposte.

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