La missione possibile dell’assessore: unire sette Comuni della Bassa

TERZO D’AQUILEIA. Una città di 30 mila abitanti, un solo Comune che dovrebbe comprendere sette amministrazioni che, da oltre dieci anni, fanno parte dell’associazione intercomunale del Cervignanese: Cervignano, Aquileia, Terzo di Aquileia, Fiumicello, Ruda, Campolongo-Tapogliano e Villa Vicentina.
La proposta di fusione arriva dall’assessore comunale all’istruzione, sport e innovazione di Terzo, Francesco Contin, che è anche segretario locale del Partito Democratico. «La mia proposta – spiega Contin – è di convergere in una città di piccole dimensioni, da 25/30 mila abitanti, senza esagerare.
Viviamo in un territorio, quello che ruota attorno a Cervignano, omogeneo e compatto, geograficamente e culturalmente formato da paesi di dimensioni più o meno simili, tutti troppo piccoli.
Si discute molto delle dimensioni ideali per gestire un territorio, per garantire servizi adeguati, per poter sviluppare politiche e progetti. I Comuni attuali, per come sono stati pensati mezzo secolo fa, non riescono più a rispondere alle richieste e alle aspettative del tempo in cui stiamo vivendo».
Secondo Contin, i cittadini che risiedono in uno dei piccoli Comuni disposti attorno a Cervignano vivono già da anni in maniera “sovra-comunale”.
«I figli vanno a scuola in un Comune, frequentano la palestra o l’attività sportiva in un altro, il medico è nell’altro ancora – aggiunge il segretario locale del Pd – . Siamo già abituati a ragionare al di sopra dei singoli confini amministrativi, ma non ci siamo mai posti il problema di una gestione coerente e comune del territorio.
Davvero è così difficile? È una proposta che qualcuno ha già avuto modo di ascoltare, ormai più di un anno fa, e che mi piacerebbe arrivasse a più persone. Per discuterne, per creare un po’ di entusiasmo. Certo, è una cosa complicata perché si vanno a toccare interessi particolari, a modificare troppe abitudini.
Creare un Comune unico, che comprenda i sette comuni che, da oltre dieci anni, fanno parte dell’associazione intercomunale del Cervignanese è un cambio totale di paradigma, un cambio nel modo in cui intendiamo lo spazio all’interno del quale si svolgono le nostre vite».
In totale si raggiungerebbero i 30 mila abitanti. «Una piccola cittadina, diffusa, rurale – argomenta Contin – . Sarebbe una dimensione adeguata per poter gestire in maniera coerente lo sviluppo economico e sociale, proporre progetti ambiziosi, fornire servizi. In fin dei conti il compito della politica è cambiare, ridisegnare, costruire un territorio, fornire proposte, nuove soluzioni a problemi vecchi e tracciare la strada da seguire.
Da due anni ho l’opportunità di servire la mia comunità e vedo, in maniera sempre più palese, che così come sono le cose non possono andare bene. Un ente con meno di tremila abitanti, con risorse e personale limitato, non è in grado di assolvere tutti quei compiti cui deve dar conto.
Forse era in grado di farlo vent’anni fa, forse lo potrà fare in futuro, se ci riempiranno di soldi e personale, e ho qualche dubbio in merito, di certo non ora». Il segretario del Pd riflette sul fatto che per un Comune come Terzo, di appena 3 mila abitanti, per quanto i conti siano in ordine e il bilancio sano, è estremamente difficile riuscire a garantire un trasporto pubblico efficiente, metter mano alle scuole e sistemare gli impianti sportivi.
«Compito nostro – conclude Contin – è ripensare alla struttura, riformare ciò che non va. I Comuni, così come sono ora, non funzionano più. C'è bisogno di coraggio ma è questione anche di fiducia, condivisione, partecipazione. Una città di 30 mila abitanti è una cosa che non può nascere in vitro, nel “segreto” dei consigli comunali.
Deve essere volontà e convinzione da parte di tutti, o almeno della maggioranza. La riforma degli enti locali, che con mille difficoltà sta andando avanti, offre una serie di risposte a tutto questo. Bene le Uti, a livello di servizi e pianificazione territoriale, ma andiamo avanti anche sulle fusioni.
Lo stanno facendo altrove, noi guardiamo ancora alle punte dei campanili. Mi piacerebbe poter cominciare a tracciare una strada che vada in quella direzione e ad esempio proporre una fusione tra i Comuni di Terzo e Aquileia non mi pare cosa irraggiungibile».
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