La minoranza: l’area residenziale dovrebbe essere più grande

PALMANOVA. L’Amministrazione comunale plaude al progetto di recupero dell’ex ospedale. «Dopo soli otto mesi dall’approvazione della tanto criticata Variante 61 - commenta l’assessore all’urbanistica...

PALMANOVA. L’Amministrazione comunale plaude al progetto di recupero dell’ex ospedale. «Dopo soli otto mesi dall’approvazione della tanto criticata Variante 61 - commenta l’assessore all’urbanistica Luca Piani -, ecco i primi risultati: un’importante area di Palmanova, in degrado da oltre 15 anni, verrà riqualificata; l’antica Strada delle Milizie, prima di proprietà privata, diverrà pubblica e transitabile; il passaggio da contrada XX Settembre alle Mura verrà ripristinato e restituito al pubblico per condurre verso un belvedere eccezionale (anche questo prima di proprietà privata); l’immobile di fine Ottocento-inizi Novecento, unico edificio originario rimasto del complesso del vecchio ospedale, invece di essere demolito, verrà riqualificato e auspicabilmente destinato a servizi sociosanitari come un tempo».

Da qui la critica alla minoranza che si è assentata dall’aula al momento del voto sul piano: «Forse – aggiunge - colta dall’imbarazzo di aver bocciato la variante 61». Per l’assessore la variante è stata il punto di partenza per la riqualificazione dell’area e per il ripristino dell’antica viabilità, «nonostante – conclude - quanto sostenga la minoranza che, quando era al governo della città, con la Variante 47, ha invece permesso la costruzione di edifici sulla Strada delle Milizie». L’intervento della Mcp Friulcostruzioni costituisce invece, secondo la minoranza, proprio la conferma delle perplessità espresse quando ha respinto la variante 61. «Abbiamo detto con forza – spiega il capogruppo Luca Marzucchi - che limitare al solo 30% gli spazi residenziali avrebbe significato di fatto porre l’area fuori mercato. E infatti il progetto parte proprio soltanto con la parte residenziale e solo grazie a un contributo regionale consistente. E ancora alla Regione (tramite l’Azienda sanitaria) si guarda per ridare vita all’immobile d’inizi Novecento ospitandovi il Centro di assistenza primaria. Quindi la Regione prima vende l’immobile (l’area dell’ex ospedale era di sua proprietà), poi sostiene con contributi il suo recupero per la parte residenziale e infine potrebbe anche appoggiare la collocazione in questi spazi del proprio Cap». La minoranza rimarca di non essere contro quest’intervento, anche se contraria a diversi elementi della variante che non tutelano, a suo avviso, l’urbanistica della città. «Ma – conclude- di incongruenze ce ne sono troppe per esprimere un voto sulla questione». (m.d.m.)

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