La maratona in consiglio regionale tra le polemiche

Il Partito Democratico: «Mentre noi pensiamo a dare risposte al tema, l’opposizione preferisce guadagnare la scena con gesti teatrali». Forza Italia e Autonomia Responsabile abbandonano l’aula

UDINE. Il Consiglio regionale, a maggioranza ha approvato i primi 12 articoli della Pdl 99 “Norme per l’integrazione sociale delle cittadine dei cittadini stranieri immigrati”. Oggi si proseguirà a oltranza per l’approvazione degli altri 16 articoli.

La seduta è stata contraddistinta dall’abbandono dei lavori da parte di Fi e Ar. Secondo gli azzurri «I luoghi comuni in politica sono insidiosi, ma non siamo noi del centrodestra a cavalcare i luoghi comuni sull’immigrazione che allarma anche i cittadini della nostra regione».

«È la maggioranza che vuole far credere che la nostra contrarietà a questa superflua legge sull’immigrazione ci ponga dalla parte di chi rifiuta il rispetto della vita umana e dell’accoglienza. Gli occhiali per curare questa miopia politica non dobbiamo indossarli noi, ma il centrosinistra».

Duro anche il commento di Ciriani (FdI/An) e di Zilli (Ln), che pure sono rimasti in Aula. «Si sta rappresentando - sostengono - esattamente quello che avevamo denunciato fin dall’inizio e cioè l’approvazione di una legge che vuole creare un bacino di voti Pd tra i cittadini stranieri e che prefigura il Fvg come una terra che apre indistintamente le porte agli immigrati, facendo loro credere che qui troveranno tutto quello di cui hanno bisogno».

Come dire - insistono Ciriani e Zilli, «avrete diritto a tutto, ai doveri ci penseremo poi. Forse, visto che solo con l’inserimento degli emendamenti si parla di doveri e non nel testo della legge confermando un grave sbilanciamento della norma.

Si inseriscono solo così i concetti del rispetto dei principi fondamentali della costituzione italiana e gli atti utili ad accompagnare l’eventuale volontario rientro nei Paesi d’origine».

«Un atteggiamento - aggiungono - che oltre che ideologico, scatenerà sicuramente conseguenze: cosa promettiamo a queste persone se lavoro e case mancano anche per gli italiani? Scateneremo soltanto discriminazioni al contrario».

Fi e Ar sono usciti dall’Aula - hanno aggiunto Ciriani e Zilli - «in contrasto con una legge proposta dalla maggioranza. Noi rimaniamo in Aula, per andare fino in fondo nel combattere colpo su colpo all’arroganza e all’ideologia buonista che la maggioranza ha espresso nella stesura di questa norma».

«Mentre la maggioranza di centrosinistra pensa a dare risposte al tema degli immigrati, l’opposizione preferisce guadagnare la scena con gesti teatrali, senza entrare veramente nel merito dei contenuti di una norma che punta a dare una governance chiara su un tema così importante».

Commenta così la vicecapogruppo del Pd, Chiara Da Giau, l’uscita dall’Aula dei gruppi di opposizione (Fi, Ar, Misto) prima del voto della legge. «Da parte nostra non c'è nessuna sottovalutazione della sensibilità del tema e delle paure che in questo particolare momento può suscitare.

Non è con la strumentalizzazione che si creano soluzioni per affrontare questioni di questo impatto sociale» chiarisce la consigliera democratica. Infine, conclude Da Giau, «considero triste e falso il cartello esposto nell’uscire dall’Aula.

Chi dichiara di stare dalla parte dei propri cittadini, non può dimenticare che 108 mila di questi concittadini sono stranieri e con il loro lavoro la loro onestà rendono onore alla nostra regione».

Ieri, dunque, il consilgio regionale ha approvato anche alcuni emendamenti a corredo della norma. Fra le principali modifiche, una - presentata da Forza Italia - inserisce fra le funzioni della Regione indicate all’articolo 3 anche quella di «promuovere e attuare progetti e politiche attive mirate alla diffusione, fra i destinatari della norma, dei doveri di cittadinanza, nel rispetto del pluralismo religioso, della difesa e della tutela dei diritti dell’infanzia e delle donne».

Altra modifica, questa della maggioranza, all’articolo 6 inerente il Piano triennale, ove si specifica che esso definisce indirizzi e linee strategiche relativi agli interventi per perseguire - e qui la nuova formulazione - «l’integrazione degli stranieri nella società regionale nel rispetto delle diverse culture e fedi religiose e dei principi fondamentali della Costituzione italiana e atti ad accompagnare l’eventuale volontario rientro nei rispettivi Paesi d'origine».

Sempre della maggioranza un emendamento che stabilisce che la direzione regionale competente cura il monitoraggio e l’analisi del fenomeno migratorio avvalendosi, oltre che del Servizio statistica come previsto, anche degli altri uffici regionali, per chiarire così che non si ricorre a consulenze private di soggetti terzi.

Infine alcune modifiche all’articolo 10, inerente costituzione, composizione e funzionamento della Consulta, con un’integrazione del numero di rappresentanti che ne fanno parte, l’inserimento fra essi del Garante regionale dei diritti della persona e la precisazione che le designazioni avvengono su proposta del Consiglio regionale.

Oggi i lavori riprenderanno alle 10 con le interrogazioni e interpellanze alla Giunta e proseguiranno con l’esame del ddl n.116, norme finanziare urgenti.

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