LA LETTERA DEL GIORNO Valutare i fatti per giudicare

La presidente Serracchiani ha annunciato la composizione della Giunta regionale. Competenze e qualità sono presenti per affrontare la grande complessità della situazione regionale. La Presidente tiene per sé le deleghe per i rapporti con l’Unione Europea, il Governo Nazionale e la Montagna. I vertici del triangolo sono dunque costruiti su Bruxelles, Roma e la montagna carnico-friulana. Le pare poco? Brava e coraggiosa Serracchiani! Affrontare i problemi di quasi metà Friuli-Venezia Giulia, con economie gracili, andamento demografico negativo e mille altri problemi sono una forte scelta politica ed ovviamente un gravoso impegno operativo. Nella recente campagna elettorale la dialettica politica e la contrapposizione sui programmi hanno avuto toni anche aspri, comunque essenziali in libertà e democrazia.
L’insistenza degli avversari della Serracchiani nel sottolineare le sue origini è stata a mio giudizio molto meschina. L’obbiettivo era dimostrare la sua incapacità di interpretare cultura, storia e psicologia carnico-friulana e quindi ritenerla inadeguata al ruolo politico di Presidente. E’auspicabile che in futuro il Messaggero Veneto ragioni su cosa può fare un “forest” in Friuli e un nostro emigrante sul territorio nazionale ed europeo (i milanesi hanno detto al friulano Aniasi o i torinesi a Castellani di ritornare in Friuli?). Ritornando alla delega: la questione montana è complessa e trascurata, dobbiamo smetterla con le lamentazioni e i ribellismi verbali e ragionare con realismo sui tempi e sugli strumenti per il futuro della montagna con un ampio dialogo con le forze economiche, culturali e politiche compresa l’opposizione. Con la convinzione che le Alpi non sono più solamente il sacro confine da difendere in infinite tragiche guerre, ma un patrimonio di storia, cultura, ambiente e natura che può e deve diventare una grande opportunità europea. Giusto dunque il rapporto privilegiato con Austria e Slovenia per lavoro, servizi, logistica e attività compatibili con l’ambiente. Da parte mia auguro alla Serracchiani buon lavoro.
Giulio Magrini
Luint di Ovaro
La risposta di Gervasutti
Durante la campagna elettorale se ne sentono di tutti i colori (colori politici, naturalmente) e la gente non presta molta fede a ciò che tromboni e trombette riversano nei microfoni delle tv e nei registratori dei giornalisti: c’è ancora un po’ di intelligenza in chi non appartiene alla specie bovina. Confesso di non avere né sentito né letto “l’imputazione” nei confronti della candidata Serracchiani, ma se davvero quelli sono gli argomenti usati dai suoi avversari mi sembra ovvia la loro sconfitta nella competizione elettorale. Meglio lasciar perdere. Come tutti i friulani di buon senso anch’io aspetto, prima di esprimere un giudizio, di vedere cosa il nuovo governo regionale riuscirà a fare. Le prime decisioni riguardanti la formazione della Giunta rispecchiano una distribuzione, per così dire, territoriale, il che non guasta se gli assessori si riveleranno all’altezza del compito, fermo restando il tempo necessario per il giudizio. Per quanto riguarda le deleghe della governatrice, penso - e spero - che le esperienze maturate in Europa e a Roma consentano a Debora Serracchiani di mantenere e coltivare i contatti utili e spesso indispensabili per raggiungere i risultati che tutti auspichiamo in favore del Friuli.
L’Unione europea e il Governo italiano costituiscono i terminali di ogni azione politica, compresa ovviamente quella riguardante la montagna. Se le Alpi - come scrive Giulio Magrini - non rappresentano più i “sacri confini” del Paese, ma un’area di incontro per il futuro degli Stati adiacenti, credo sia lecito confidare in un’ampia visione dei problemi comuni e conquistare per il Friuli Venezia Giulia il ruolo che gli compete per storia e per vocazione.
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