LA LETTERA DEL GIORNO Giovani: eccellenze del Friuli

Da qualche tempo a questa parte, cioè da quando è scoppiata la crisi economica che ha colpito tutti i maggiori Paesi europei e americani si sente sempre più spesso parlare del problema giovanile. Tutti i politici, sia di destra che di sinistra o di centro, si dimostrano preoccupatissimi non tanto per noi, poveri diavoli, che da anni ormai combattiamo per un tozzo di pane, ma per i giovani che non trovano lavoro. Certo c’è poco da stare allegri, ma io credo che sarebbe più giusto pensare a chi ha il lavoro ma con uno stipendio da fame: è inutile preoccuparsi per il domani e non impegnarsi per l’oggi, anche perché mi pare che tanti giovani abbiano più voglia di riposare che di lavorare. Anche nel nostro Friuli c’è scarsità di impegno e non si vedono all’orizzonte giovani con possibilità di affermarsi sul piano internazionale. Mi piacerebbe sentire a questo proposito il vostro Gervasutti, che conosce la situazione e gli piace parlare chiaro.
Igino Penati
Artegna
La risposta di Gervasutti
Il naturale avvicendarsi delle generazioni comporta inevitabilmente pensieri, propositi, atteggiamenti diversi tra i giovani e gli anziani ; i motivi sono molteplici, ma penso si possano sintetizzare in poche parole: la giovinezza è sostenuta dalle speranze, la maturità dai ricordi. Se si riesce a coniugare le une con gli altri significa che il sistema sociale funziona; se invece prevalgono le contrapposizioni, ne scaturiscono problemi destinati a incidere sull’oggi e anche sul domani, ragione per cui non condivido le critiche del signor Penati nei confronti di chi si occupa e si preoccupa della questione giovanile. Sulla quale corrono, purtroppo, anche tanti pregiudizi e, di conseguenza, errate valutazioni che portano a complicare i problemi anziché a risolverli. È opportuno, comunque, non generalizzare, poiché ogni singola situazione é determinata da specifiche ragioni che il più delle volte sono di carattere personale. Per esempio, é piuttosto diffuso il termine “mammone“ per indicare il giovane che preferisce vivere con i genitori anziché sposarsi e formare una nuova famiglia. Si tratta di una libera scelta? Può darsi, ma può essere anche una necessità, di cui oggi é superfluo citare le cause. Veniamo al Friuli. Cosa vuole che le dica, egregio signor Penati, le confesso che, da friulano, sono orgoglioso dei giovani friulani, ben sapendo che non tutto il gregge dà buona lana. Le “eccellenze” che fioriscono in questa terra costituiscono una risorsa, di cui però non si ha giusta conoscenza: fa notizia l’uomo che morde il cane, non viceversa. Credo che pochi conoscano i successi che molti giovani friulani ottengono in Italia e all’estero, tant’è che chiudo con le mie opinioni per ricordarne almeno qualcuno. Incomincio da Mauro Ferrari, laureato in matematica, in ingegneria meccanica e in medicina interna: é ai vertici mondiali della ricerca scientifica, studia le nanotecnologie applicate alle terapie dei tumori. Andrea Marini e Cosimo Urgesi, ricercatori dell’ateneo udinese, hanno individuato l’area del cervello che elabora i messaggi informativi. Barbara Ferossi, Giorgia Gri, Federica D’Incà e Riccardo Sibilano fanno parte di un gruppo dell’ateneo friulano diretto da Carlo Pucillo,che ha sviluppato una molecola capace di riportare i normali livelli di funzionamento del sistema immunitario nelle patologie oncologiche. Se il buon giorno si vede dal mattino, entrano di diritto tra le eccellenze gli studenti friulani che hanno sbaragliato i partecipanti alle olimpia di matematica: Giada Franz e Claudio Afeltra hanno conquistato la medaglia d’oro, quelle d’argento e di bronzo sono andate a Igor Stecchina, Alex Letizia e Alberto Bordin. Lo spazio nel giornale é sempre tiranno, per ciò non posso continuare l’elenco delle giovani eccellenze: sono tante, credetemi sulla parola.
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