LA LETTERA DEL GIORNO Con i giovani si aggravano i timori

Nella regione Friuli Venezia Giulia nel primo trimestre del 2013 ben 878 imprese hanno cessato l’attività. La crisi ha ucciso soprattutto le imprese costituite da giovani: dal 2008 al 2012 sono mancati all’appello ben 331mila imprenditori under 40.

Le politiche di bassa imposizione fiscale per il regime dei contribuenti minimi e per le nuove iniziative produttive (imposta sostitutiva al 20 per cento, al 10% e ora al 5%, esenzione dall’Irap e pochi obblighi fiscali), non sono evidentemente servite a tenere in vita o a fare prosperare le nuove imprese.

Vien da dire che allora non sono determinanti le basse imposte e la mancanza di oneri contabili a far nascere e a far crescere i giovani imprenditori, ma le possibilità di progetti vincenti, di sostegno finanziario, di mercati accoglienti, di buoni affari e quindi la conseguente realizzazione di redditi adeguati, che invece molto evidentemente non sono stati conseguiti e hanno per questa ragione determinato la chiusura di molte imprese giovanili.

Guido Monis

Latisana

La risposta di Gervasutti

E’ ormai da molto tempo, purtroppo, che a tutti i livelli si parla, si discute, si propone e anche si litiga a proposito della crisi economica che non risparmia nessuno, eppure quando si leggono certi numeri - come quelli che ricorda il signor Monis - un nuovo e sempre più forte brivido ci coglie. C’è poco da dire: è difficile, direi impossibile, fare l’abitudine o comunque accettare una realtà che in un modo o nell’altro segna momenti difficili della vita, ma quando le riflessioni che ne conseguono coinvolgono i giovani è inevitabile l’aggravarsi delle preoccupazioni. Non spaventiamoci troppo, già nel ‘400 Lorenzo il Magnifico esortava ad apprezzare la beltà della giovinezza, ricordando che «del doman non v’é certezza e chi vuol esser lieto sia»: se scrivesse oggi quei versi troverebbe non soltanto un Grillo a rispondergli cri-cri. Battute a parte, la situazione richiede provvedimenti eccezionali, anche perché l’arco temporale della giovinezza può essere considerato dai 18 ai 30 anni: vi si trova un esercito, peccato sia disarmato. I dati relativi alla cessazione di iniziative imprenditoriali avviate da giovani al di sotto dei quarant’anni fa capire che non sono sufficienti le politiche legate alla riduzione di imposte e tasse per aprire una finestra incoraggiante sul domani; il nostro lettore lamenta la carenza di progetti vincenti, di sostegno finanziario e di nuovi mercati; in generale le considerazioni possono essere condivise, ma forse è opportuno tenere conto che in analoghe situazioni di difficoltà si trovano purtroppo anche tanti imprenditori che non godono più della “bella stagione”: non è produttivo per nessuno fare i conti con l’ufficio anagrafe. In tempi come quelli che stiamo vivendo è di primaria importanza la linea politica che avvierà il nuovo governo, ma non culliamoci con le illusioni: sarà dura per tutti.

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