La giunta Strassoldo responsabile di danno erariale

Provincia di Udine, insieme con il presidente condannati in secondo grado dalla Corte dei conti anche gli assessori Marchetti, Macorig e Carlantoni

UDINE. Toccherà all’ex presidente della Provincia, Marzio Strassoldo, pagare buona parte dello stipendio dell’avvocato Marco Zucchi che nel 2006 fu assunto in qualità di dirigente esterno per l’area ambiente di Palazzo Belgrado.

Insieme a Strassoldo, che dovrà versare 42.621 euro, sono stati condannati anche i “suoi” assessori Renato Carlantoni, Daniele Macorig e Fabio Marchetti che dovranno pagare 7.306 euro a testa. La sezione giurisdizionale centrale di appello della Corte dei conti di Roma ha infatti rigettato il ricorso presentato dai quattro politici confermando quindi la sentenza di primo grado.

Nel mirino della Procura contabile erano finiti i provvedimenti con cui la giunta provinciale, nonostante il parere non favorevole degli uffici, anziché rinnovare l’incarico al precedente dirigente, dipendente di palazzo Belgrado, aveva scorporato alcuni servizi dell’area ambiente affidandoli a un dirigente esterno, fuori dalla pianta organica.

In questo modo, secondo la Procura contabile, il presidente della Provincia, al di fuori di qualsiasi procedura selettiva della figura ricercata, avrebbe individuato nell’avvocato che aveva presentato il suo curriculum il giorno prima il soggetto con cui costituire il rapporto di lavoro a tempo determinato, della durata di un anno, poi implementato con competenze in materia di emissioni di atmosfera e prorogato dalla scadenza del 31.10.2007 fino al 31.12.2009 (poi interrotto per il commissariamento dell’ente), costato 85.533 per l’ultima parte del 2006 e per il 2007.

La Corte dei conti aveva condannato per danno erariale anche gli altri ex assessori Enio Decorte, Adriano Piuzzi, Mario Strazzolini e Paride Cargnelutti, i quali però hanno chiuso la vertenza versando il 25% della somma, sfruttando l’opportunità normativa del cosiddetto condono parziale.

Strassoldo però, difeso dall’avvocato Marcello Fracanzani, non intende fermarsi nemmeno dopo la sentenza di secondo grado.

«Aspettiamo le motivazioni - spiega - ma se ci saranno gli estremi sicuramente faremo ricorso in Cassazione. Sono tranquillo perché so di aver agito con correttezza e prudenza. All’epoca l’area ambiente aveva accumulato dei ritardi perché dalla Regione erano arrivate nuove competenze e quindi c’era l’esigenza di rinforzare il settore. Ci serviva un dirigente esperto di diritto ambientale, amministrativo e penale e devo dire che nei due anni in cui ha lavorato, la persona che abbiamo assunto ha ottenuto risultati positivi gestendo una grande mole di pratiche tanto da classificarsi anche secondo nella graduatoria del Nucleo di valutazione. Prima dell’assunzione abbiamo anche chiesto il parere di due giuristi che è stato positivo e la Funzione pubblica a Roma ci aveva assicurato che la norma, per la quale poi sono stato condannato in primo grado per abuso d’ufficio, sarebbe stata abrogata come poi è effettivamente accaduto due mesi più tardi. Auspico quindi che la giustizia faccia il suo corso in fretta perché so di aver agito correttamente e infatti abbiamo già presentato ricorso anche per la condanna per abuso d’ufficio».

A dir poco contrariato anche l’attuale sindaco di Codroipo, Fabio Marchetti, difeso dall’avvocato Lorenzo Presot: «È una sentenza assurda per almeno due motivi - tuona -: primo perché io non mi occupavo né di personale, né di ambiente e quindi non sono entrato nel merito della delibera; secondo perché la giunta ha scelto di implementare il servizio con un dirigente esterno, ma non ha individuato Zucchi, su quella delibera non c’era il nome di nessuno. C’è poi un altro aspetto che mi desta più di qualche perplessità considerato che il commissario non è stato chiamato in causa pur avendo rinnovato l’incarico a Zucchi».

Anche il sindaco di Tarvisio Carlantoni, difeso sempre da Presot, sottolinea di non essere entrato nel merito della decisione: «Le sentenze vanno rispettate - premette -, ma all’epoca io non mi occupavo di ambiente o di personale. Si è deciso di assumere un dirigente esterno per rendere più snelle le procedure autorizzative e dare così risposte al mondo economico».

Dello stesso avviso anche Daniele Macorig, difeso da Alessandra Stella: «Il fatto che abbiamo deciso di proseguire con il ricorso dimostra la nostra assoluta buona fede. Il servizio ambiente aveva accumulato un forte arretrato e abbiamo ritenuto importante venire incontro alle esigenze del mondo imprenditoriale. Sarà uno dei pochi casi in cui gli amministratori pagheranno il personale di tasca loro».

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