La ditta di Lecce non invia le carte e i sindaci bloccano gli scuolabus

UDINE. Mercoledì 16 settembre gli alunni di Tarcento, Treppo Grande, Mereto di Tomba e di Campoformido andranno a scuola a piedi o saranno accompagnati dai genitori con i loro mezzi.
Il trasporto scolastico non sarà attivato perché la Tundo Vincenzo Spa di Lecce, la ditta che, attraverso la Centrale unica di committenza (Cuc), si è aggiudicata l’appalto, non ha inviato tutta la documentazione e i dirigenti dei Comuni non firmano l’atto di delega del servizio.
La mediazione tentata dalla Regione non ha convinto tant’è che il sindaco di Tarcento, Mauro Steccati, ha informato per iscritto le famiglie: «Siamo nell’impossibilità di garantire il servizio». Analoga la comunicazione del sindaco di Treppo Grande, Manuela Celotti.
Il primo cittadino di Campoformido, Erika Furlani, invece, ha deciso di sospendere l’avvio fino al primo ottobre, mentre il collega di Mereto di Tomba, già assessore regionale leghista, Claudio Violino, fa notare che «nonostante la Regione abbia intimato alla ditta di trasmettere le carte entro le 11 di ieri, la documentazione nei municipi non è arrivata». Inutile dire del disagio che questa situazione sta creando alle famiglie già messe a dura prova dall’emergenza sanitaria.
Nonostante le rassicurazioni fornite dalla Tundo, in molti comuni il caso dell’appalto unico sta creando problemi annunciati non solo dai sindaci ma anche dal consigliere regionale del Patto per l’autonomia, Massimo Moretuzzo, già sindaco di Mereto di Tomba, che da mesi chiede all’assessore regionale, Sebastiano Callari, di fare marcia indietro.
«Siamo stati costretti ad aderire alla Cuc, speravamo ci fosse un ritorno economico invece se ci andrà bene pagheremo lo stesso prezzo. Su suggerimento della Regione – aggiunge Violino soffermandosi sui risvolti politico e giuridico della questione – gli uffici comunali si sono sostituiti alla ditta per completare le pratiche, ma nonostante ciò la documentazione resta incompleta. A questo punto siamo costretti a dire alla Regione “così non va”». E per quanto riguarda la sostituzione dei mezzi grandi con quelli piccoli, Violino fa notare che non è la stessa cosa «arrivare a Pantianicco con quattro bus anziché uno, significa bloccare il paese».
Anche il consigliere d’opposizione di Tarcento, Walter Tomada, ricorda di aver messo in guardia sui rischi a cui andava incontro il Comune lo scorso 15 giugno: «Il sindaco allora mi aveva sbeffeggiato, ma ora davanti alle famiglie dovrebbe scusarsi per non aver verificato l’affidabilità della modalità di gestione del servizio». Preoccupata pure la sindaca di Treppo Grande secondo la quale «questa situazione dimostra che la modalità di affidamento non tutela le ditte locali e crea disagi ai Comuni e alle famiglie».
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