La dinastia Campeis al fianco delle imprese: insieme si crea valore

Con Giuseppe e Massimiliano un team sempre più esteso «La crisi in atto aumenterà il contenzioso contrattuale»

Avvocato Massimiliano Campeis, qual è il vostro ruolo nella gestione di una crisi come quella attuale?

«Dopo l’iniziale disorientamento, la paura, la sensazione di precarietà, stanno gradualmente prendendo piede, tra gli operatori economici, la fiducia nel futuro e la determinazione nel recuperare il terreno perduto. Da parte nostra, stiamo supportando sia privati che aziende nei rapporti contrattuali con clienti, fornitori, dipendenti, intermediari finanziari, aiutandoli a percepire e gestire i nuovi rischi aziendali e interpretando norme non sempre di facile comprensione. Abbiamo registrato anche una – fortunatamente poco diffusa – tendenza a utilizzare strumentalmente l’emergenza sanitaria in atto, scaricandone gli oneri sul partner contrattuale: qui il ruolo dell’avvocato è fondamentale, potendo proporre interpretazioni di norme e clausole contrattuali che contribuiscano a sostenere il sistema, nel rispetto non solo della legge ma di un generale principio di solidarietà reciproca, quanto mai attuale».

Qual è stato il momento più alto della sua carriera, finora?

«Ho la fortuna di lavorare in un team affiatato e competente, grazie al quale le soddisfazioni non mancano. La possibilità di supportare costantemente le imprese, tanto nella loro operatività quotidiana quanto nelle operazioni straordinarie, ci permette di partecipare alla loro creazione di valore. Un orgoglio che abbiamo la fortuna di vedersi rinnovare continuamente».

Com’è cambiato negli anni e come potrà cambiare dopo questo sconquasso globale il lavoro dell’avvocato?

«Lo scenario è enigmatico ed è difficile, o quantomeno prematuro, fare ipotesi. Temo un aumento del contenzioso, in particolare nel settore contrattuale. C’è poi la possibilità che le aziende finanziariamente meno solide possano non superare indenni questo difficilissimo momento, con probabile incremento delle procedure di crisi. Ritengo però che questo drammatico frangente abbia anche contribuito a diffondere una più matura percezione dei rischi di natura legale, in azienda e non solo: questo potrebbe aprire maggiori spazi a un’attività di tipo consulenziale». —

L.D.F.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto