La Croce rossa celebra un secolo

Cisilino: l’unica in regione a basarsi esclusivamente sui volontari, 450 in provincia. Il 5% sono stranieri

PORDENONE. Uno dei sette pilastri della Croce rossa è il volontariato. E Pordenone, che ieri ha celebrato un secolo esatto di vita, può vantare, in questo, un primato regionale.

«È l’unica realtà in Friuli Venezia Giulia – precisa Milena Cisilino, presidente regionale della Cri – a non disporre di personale dipendente, perché per tradizione e tipologia di attività i volontari pordenonesi sono sempre riusciti a dare una risposta costante ai bisogni del territorio.

La spina dorsale della Cri sono proprio loro, i 450 volontari del Pordenonese, distribuiti fra i 6 Comitati locali (Maniago, Spilimbergo, Casarsa, Aviano, San Vito, Azzano e la città capoluogo) e le unità locali. Squadre che cominciano a colorarsi di etnie e nazionalità diverse. Con un unico obiettivo: soccorrere chi si trova in difficoltà. «Il 5% dei nostri volontari – stima Andrea Peresson, presidente provinciale della Cri – è formato da stranieri. Le nazionalità rappresentate sono le più varie: rumeni, albanesi, africani, latinoamericani. Ci sono anche volontari di fede islamica».

È il caso di una coppia sudanese, marito e moglie, che presta servizio al Comitato di Azzano, come racconta il presidente Dino Plati: «Si sono iscritti tre anni fa, dopo aver superato il corso di formazione». Anche ai corsi di reclutamento nel capoluogo si sono visti molti stranieri. «Il volontariato – osserva Sisto Colussi, presidente del Comitato del capoluogo – è un modo per integrarsi nella comunità».

Sono una trentina nel Pordenonese, invece, le infermiere volontarie, che sono spesso impegnate in missione, anche all’estero, a seguito delle truppe militari. Ora si cercano adesioni per le operazioni Mare nostrum e Mineo.

Sul fronte locale Peresson snocciola qualche dato. Le ambulanze della Cri (11 in tutto, compreso l’ultimo acquisto, donato dal principe Gherardo di Porcia) hanno percorso nel 2014 più di 90 mila chilometri per trasportare più di mille persone inferme. Durante l’adunata degli alpini a Pordenone la Croce rossa ha schierato invece 350 volontari, non solo pordenonesi, su 1.100 turni, soccorrendo 670 persone. In molti casi i volontari si sono spostati in sella alle biciclette attrezzate con defibrillatore e materiale di soccorso.

Proprio le biciclette della Cri e le unità cinofile di ricerca e soccorso (sei in tutto quelle operative, altre sei quelle in fase di addestramento) hanno aperto ieri mattina il festoso corteo che ha tinto di rosso e blu corso Vittorio Emanuele fino al municipio.

Si è fatto interprete del plauso della comunità pordenonese l’assessore comunale alle politiche sociali Vincenzo Romor mentre guardava con interesse, insieme al rappresentante della Prefettura, la mostra storica della Cri allestita sotto il loggione del municipio: «Ringraziamo l’associazione per il suo prezioso e grande aiuto e celebriamo con loro questo importante traguardo».

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