La crisi stringe la morsa e si avvicina al centro

La “desertificazione” del ring si avvicina sempre più a piazza XX Settembre Problemi e serrande chiuse in via Cavallotti, piazzetta Freschi e piazza Costantini

La desertificazione dal ring si allarga verso il centro. Non solo viale Dante, non solo viale Marconi. Sempre più serrande abbassate anche in via Cavallotti, piazzetta Freschi e piazza Costantini, ambiti che si sono “rifatti il look” almeno in parte, che erano stati concepiti come il bacino di naturale espansione del centro storico, ma dove invece il perdurare di eterni cantieri e la crisi dei consumi hanno portato a un progressivo svuotamento.

E così, mentre il nuovo piano della sosta dovrebbe indurre le persone ad allungare la passeggiata facendole partire dai parcheggi multipiano disseminati lungo il ring, quel nuovo tragitto rischia di diventare uno slalom tra negozi chiusi e attività che vanno avanti, in molti casi a fatica. Fatta eccezione per l’isola felice di via Colonna (tenuta in piedi in molti casi dalla Questura, sulla quale gravitano centinaia di lavoratori e quindi di potenziali clienti), gli ambiti commerciali lungo la cintura urbana soffrono.

Viale Marconi ha segnato l’inizio del domino, anche per problemi di viabilità solo in minima parte risolti. A eccezione di qualche attività artigianale, pubblico esercizio o ufficio che ha aperto, non c’è stata una iniezione di nuove aperture. Alle chiusure non sono seguite nuove aperture. E non c’è pace per le attività che restano. C’è preoccupazione, per esempio, per il supermercato Dayli vista la riorganizzazione a cui è destinato il gruppo. In piazza Duca D’Aosta la riduzione dell’attività dei Magazzini del lavoratore pesa, anche perché nella limitrofa via Cavallotti ci sono state molte altre chiusure nel giro di poco tempo. Fatta eccezione per il primo blocco di attività – dove si segnala anche l’unica nuova apertura, un negozio di Compro oro – segue, coinvolgendo piazzetta Freschi, una serie di vetrine vuote che spiccano di più perché sono ai piedi di un palazzo di recente ristrutturazione.

La piazzetta, anche questa semideserta e nuovissima, sbocca quindi sulla rinnovata piazza Costantini. Anche quest’area, che il Comune ha trasformato in zona a traffico limitato su un versante e in zona trenta chilometri orari sull’altro, si è progressivamente svuotata. Qui il peso maggiore l’hanno avuto i cantieri permanenti (quello di Punto Cardinale prorogato per il rallentamento del mercato immobiliare e quello dell’ex curia stoppato dalla procedura di concordato dell’azienda). Gli operatori commerciali che restano spesso lo fanno perché non hanno alternative, come spiegano loro stessi, o perché comunque credono che quel quartiere, così multietnico e giovane, possa ancora rappresentare un bacino di attrazione.

Ma da soli i commercianti non ce la possono fare. Sabato scorso ha aperto una macelleria islamica, ma gli spazi vuoti da riempire sono ancora molti. Ora che la piazza è per metà aperta, i commercianti e i residenti attendono che l’amministrazione dia seguito agli impegni e inizi ad animare il nuovo spazio urbano.

Magari, come era stato anticipato nel corso di un incontro con gli stessi operatori, attraverso bancarelle e mercatini come già avvenuto – con successo – per la vicina piazza Risorgimento.

Martina Milia

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto