La Corte dei conti indaga sulla Fondazione Coronini

Dopo i dubbi avanzati dal Forum sulla trasparenza e sulla gestione dei contributi Romoli, alla guida dell’ente rassicura: «I biIanci sono a posto e a disposizione»
Di Emanuela Masseria
Bumbaca Gorizia Parco Coronini
Bumbaca Gorizia Parco Coronini

Dopo le sollecitazioni del Forum per Gorizia e alcuni conseguenti articoli usciti sulla stampa, anche la Corte dei Conti indaga sulla trasparenza nella gestione della Fondazione Coronini Cronberg. In particolare lo ha fatto inviando, nei giorni scorsi, una lettera con un’esplicita richiesta di chiarimento… alla persona sbagliata. «Contrariamente a quanto dice il Forum, non hanno scritto a me, ma all’amministrazione comunale, la quale, com’è noto, non è responsabile della Fondazione - commenta il sindaco Ettore Romoli, che è presidente del curatorio che ha in carico l’ente -. Risponderemo facendo presente questo fatto. Dopodichè, quando me lo chiederanno, potrò entrare nel merito a titolo personale come presidente del curatorio. Non ho niente in contrario a farlo».

Ma, se questo aspetto potrebbe sembrare quasi un errore burocratico, rimangono i punti critici sollevati dal Forum, illustrati una settimana fa, nel corso di una conferenza stampa, da Rosamaria Forzi e Anna Di Gianantonio. Su questi, il primo cittadino rassicura: «I bilanci sono a disposizione e, per quanto ne so, non presentano irregolarità o falle nei conti». Nello specifico, però, non solo i numeri a preoccupare il Forum, ma anche altre questioni, per quanto si volesse quantificare in modo esatto il patrimonio Coronini. Il sodalizio avrebbe infatti sentito voci su una presunta crisi economica che starebbe colpendo queste proprietà, beni che, lo ricordiamo, sono stati lasciate per testamento alla città dall’ultimo conte Coronini.

Quello cui il Forum intende arrivare è contenuto in cinque specifiche domande. La prima vuole chiarire l’entità del patrimonio originario, risalente alla morte del Conte. Nel testamento veniva comunicato che i beni goriziani non possono venire alienati e invece lo scorso anno trapelarono delle indiscrezioni che parevano mirare nella direzione opposta. Poi si vorrebbe sapere a quanto ammontano le entrate ottenute dopo la causa ereditaria, vinta dalla Fondazione, contro dei cugini carinziani che volevano impossessarsi di parte del patrimonio Coronini. Ancora, non è nota l’entità dei contributi regionali ricevuti 25 anni fa e non ci sarebbero informazioni dettagliate sull’uso dei possedimenti attuali né sui criteri di assunzione del personale del palazzo.

Rosamaria Forzi aveva fatto riferimento al fatto che «da due anni è in vigore la legge 33 del 2013 sulla trasparenza degli enti pubblici, di fatto operativa da un anno. Anche se è poco usata e conosciuta, obbliga a pubblicare dati sui conti, le procedure di assunzione e l’utilizzo delle risorse pubbliche”. Di tutti questi aspetti è responsabile un curatorio formato da pubblici amministratori,di cui il sindaco della città è presidente pro tempore. «Non sono responsabile di quello che è successo 25 anni fa- puntualizza infatti il sindaco. Rimane poi un fatto, che il primo cittadino ben conosce: la fondazione non è un ente pubblico. D’altra parte, è però finanziata da fondi che non sono di certo privati. Il resto del curatorio è comunque formato dall’assessore regionale alla Cultura Torrenti, da membri della Provincia e della Sopraintendenza, ovvero sempre da soggetti che rappresentano pubbliche amministrazioni. «Mi pare strano che se ne escano adesso con queste critiche, viste tutte le mostre e gli eventi culturali che abbiamo organizzato» conclude il sindaco. Per il momento, il Forum è comunque ben contento di aver trovato una sponda istituzionale che si sia interessata della situazione.

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