La comunità di Povoletto piange il professor Schönenberger

POVOLETTO. La comunità di Povoletto ricorda con commozione il professor Louis Frédéric Schönenberger, storico e critico dell’arte di fama internazionale, che è morto all’età di 94 anni in Andalusia, dove viveva ormai da parecchi anni.
È stato anche insegnante, giornalista e organizzatore di prestigiose mostre ed eventi, il luminare fu – tra l’altro – direttore dei Musei e delle attività culturali della città di Lugano.
«Ha operato fra la Repubblica Elvetica e Milano, dove si trasferì nel 1995 – ricorda il sindaco Giuliano Castenetto –, anno in cui insieme all’architetto Giovanni Cicorella e al fotografo Walter Mirolo costituì l’Associazione culturale L’Impronta.
E fu proprio Mirolo, originario di Siacco di Povoletto – ricorda il primo cittadino di Povoletto – , a indurreSchönenberger Schonenberger ad organizzare in quel periodo una serie di rassegne e di occasioni culturali di altissimo livello, che coinvolsero il Comune di Povoletto (sotto la guida dell’allora sindaco Roberto Tracogna, il quale godette dell’appoggio dell’amministrazione provinciale dell’epoca e dalla Fondazione Cassa di Risparmio) e la Pro Loco IV d’Avost di Povoletto.
Fu proprio quella la stagione degli indimenticati “Incontri” con l’arte, organizzati con la partecipazione di grandi talenti esteri: nel 1999 toccò all’Africa, nel 2001 alla Svizzera, poi fu la volta di Napoli, con i suoi presepi, della Cina e di ulteriori Paesi. Una stagione artistica di spicco, insomma, che conferì un ruolo di primo piano alla piccola realtà di Povoletto».
E tali esperienze fecero innamorare il professore del Friuli, inducendolo a trasferirsi, nel 2003, nella borgata di Siacco.
«Molti di noi – dichiara il sindaco, esprimendo il cordoglio della collettività – hanno avuto il privilegio di conoscere Louis Frédéric Schönenberger e di apprezzarlo per la sua umanità e simpatia, oltre che, naturalmente, per la competenza, per l’amore per la bellezza e l’arte. Lo ringraziamo per averci permesso di vivere momenti di crescita culturale che, senza di lui, sarebbero stati impossibili e inimmaginabili». —
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