La comunità di Pordenone: «Condanniamo i terroristi»

Sdegno, dolore, condanna incondizionata del terrorismo e 300 islamici in preghiera, con l'Imam Agostino Yasin Gentile nel centro culturale in Comina

PORDENONE. «In prima linea contro il terrore: l’Is non è l’Islam». Sdegno, dolore, condanna incondizionata del terrorismo e 300 islamici in preghiera, a Pordenone, con l’imam Agostino Yasin Gentile nel centro culturale in Comina a Pordenone. «Guerra santa? – l’imam Gentile primo teologo italiano laureato a Medina ha tenuto un sermone nella moschea -. L’Islam della pace, l’Islam moderato e del retto agire dei versetti coranici siamo noi».

A sette giorni dagli attentati rivendicati dall’Is a Parigi, si sono alzati cartelli e slogan davanti alla moschea in Comina. «Allah è pace per tutti gli uomini – è l’eco dell’imam della comunità pordenonese Ahmed Erraji -: inshallah». Sono mille 800 gli islamici nel Friuli Occidentale e 300 alla preghiera del venerdì: hanno recitato il versetto sacro “ordinare il bene e condannare il male”.

La condanna è quella per ogni violenza e di quel maledetto “venerdì dell’odio” in Francia che, una settimana fa, ha ucciso uomini, donne, bambini. «Il terrorismo - ha detto Gentile - è un’azione orribile e brutale che non trova approvazione né nelle religioni monoteiste né nella mente sana degli uomini».

Le voci degli sceicchi del terrore, del “jihad sulla via di Dio è un fard’ain, obbligo per tutti i musulmani” non ha spazi nella moschea a Pordenone. «Si tratta di gruppi del terrorismo internazionale che non ci appartengono – hanno dichiarato Aladino e Mohamed Abbas Sufi integrati da anni nel tessuto sociale e lavorativo a Pordenone -. Utilizzano un’espressione islamica per i propri fini: siamo contro ogni violenza. Prendiamo le distanze dalle forme di sopraffazione, dalle guerre e chiediamo la pace per i nostri figli. Sono nati in Italia e siamo tutti italiani».

La comunità musulmana si dissocia da tanta violenza e la condanna è forte. «L’Islam – ha continuato Aladino che è incaricato ambasciatore di sviluppo legale dall’Egitto - non può essere ritenuto responsabile di una simile follia. La religione musulmana non è rappresentata dal terrorismo, dalla violenza o dal fanatismo. Il messaggio dell’Islam è un messaggio di pace, di solidarietà umana, di rispetto dell’umanità. Non si può invocare l’Islam per massacrare degli innocenti». Le azioni kamikaze e l’integralismo? «Fuori dalla moschea».

«Siamo integrati a Pordenone: paghiamo le tasse, rispettiamo le leggi – ha continuato Sufi – e costruiamo un futuro per questo Paese che ci ha accolti». La condanna di ogni violenza si allarga. «Il nostro cuore – ha indicato Aladino – è vicino alla Siria, alla Libia, ai palestinesi, ai curdi, ai francesi, agli africani. A tutte le vittime innocenti di una furia omicida che la guerra non può giustificare».

Le tensioni sono quelle politiche e sociali. «Siamo terrorizzati dall’Is e non terroristi – ha rilevato Sufi -. Le posizioni politiche della Lega Nord non ci rispettano». Lo scopo degli attentati? «E’ destabilizzare i Paesi occidentali – ha valutato Samir Abd El Neguia – e i Paesi islamici moderati».

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