Italiane Membrane: ai creditori le briciole

PASIANO. La scure del concordato fallimentare si abbatte sui debiti dell’Italiana Membrane: i creditori recupereranno solo il 15 per cento dei loro crediti. Tra questi c’è anche il Comune di Pasiano cui l’azienda doveva quasi 50 mila euro di oneri di urbanizzazione.
Qualche giorno fa, l’amministrazione Piccinin ha deliberato di accettare l’accordo proposto al 15%: il Comune incasserà soltanto 6.700 euro. Per il Comune si tratta di una doppia sconfitta dopo che si era battuto in tribunale per il riconoscimento del debito dell’azienda e soprattuto dopo aver ottenuto una sentenza favorevole. Il giudice amministrativo friulano nel 2013 aveva infatti dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’azienda contro il Comune. Il Tar aveva così condannato l’azienda a rifondere le spese di giudizio al Comune e a Equitalia, liquidandole in 2 mila euro oltre all’Iva. Italiana Membrane aveva impugnato la cartella di pagamento notificata dal Comune relativa agli oneri di urbanizzazione del 2002 sostenendo che il debito era in realtà prescritto, ma il Comune era riuscito a dimostrare la tesi contraria.
La richiesta del pagamento degli oneri da parte del Comune era stata avanzata nel giugno 2002, rinnovata nel luglio dello stesso anno ed infine nel novembre del 2011, per cui il credito non si era ancora prescritto. La questione è di lunga data: gli oneri dovuti infatti risalgono infatti alla realizzazione della zona industriale di Cecchini. Il piano di lottizzazione d’intervento pubblico era stato elaborato tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta. Le opere si erano concluse oltre una decina d’anni fa: effettuato il conteggio delle spese sostenute, il Comune aveva provveduto a chiedere il saldo dovuto ai vari proprietari.
Quasi tutti avevano adempiuto al saldo, tranne qualche proprietario tra cui la ditta Italiana Membrane, azienda attiva per oltre quindici anni nel settore della produzione e della commercializzazione di materiali impermeabilizzanti per il settore dell’edilizia sita in via Gallopat. La sentenza del tar era del gennaio 2013: pochi mesi più tardi, ad agosto, Italiana Membrane era stata dichiarata fallita dal tribunale di Pordenone: i 113 dipendenti persero il lavoro (alcuni poi riottennero il lavoro grazie ad un affitto d’azienda da parte di una società russa) e tutti i debiti furono congelati in attesa che l’iter burocratico del fallimento li scongelasse. A distanza di oltre tre anni arriva la proposta della liquidazione di solo il 15%. Anche il Comune si è dovuto mettere in lista con i creditori e nei giorni scorsi gli è stata presentata la proposta di concordato fallimentare che, non avendo altre possibilità, è stata accettata.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








