ITALIA QUI “JULIA”... FOTO

La Task Force Genio del 2° reggimento nella lotta agli ordigni improvvisati

La Julia è tornata in Afghanistan. Le presenza, le attività, la vita quotidiana dei nostri militari sarà raccontata con testi e foto prodotti direttamente dagli uomini della brigata alpina, in una rubrica («Italia, qui Julia...») che sarà aggiornata settimanalmente. Questa volta è il tenente colonnello Giuseppe Bossa comandante del battaglione “Iseo”, 2° reggimento Genio Guastatori, a scrivere.

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Nell’ambito della fase di riduzione e riorganizzazione del Contingente nazionale, la ‘Julia’, al suo terzo mandato qui in Afghanistan, è impegnata a continuare la propria missione di contrasto alle forze dell’insorgenza.

Il contesto afghano continua a essere complesso e, come nelle precedenti due esperienze, i militari italiani si trovano a dover operare contro un ‘nemico’ subdolo ed invisibile: i cosiddetti Ied, gli ordigni esplosivi improvvisati.

In questo complesso contesto operativo, la task force Genio del 2° reggimento guastatori di Trento, l’unità del genio della Brigata ‘Julia’, continua a contrastare in modo efficace questa persistente minaccia che, come noto, limita sensibilmente sia la sicurezza della popolazione afghana che quella del personale delle forze di sicurezza locali.

In un contesto in cui è in fase di completamento il processo di trasferimento della responsabilità per la sicurezza del territorio alle forze afghane, i genieri della ‘Julia’ operano in maniera capillare sul terreno, impiegando tre compagnie ‘guastatori’ distaccate nelle principali provincie del settore ovest, a supporto delle operazioni delle compagnie alpine del 7° e del 8° che costituiscono l’ossatura delle due Transition Support Units, perseguendo importanti obiettivi: il mantenimento della libertà di movimento sulle principali rotabili, la bonifica degli ordigni esplosivi improvvisati e, infine, il raggiungimento della completa autonomia delle Afghan National Security Forces (Ansf), anche nello specifico settore della neutralizzazione degli Ieds.

Il mantenimento della libertà di movimento rappresenta certamente lo sforzo principale della Task Force Genio. In tale ambito operano i cosiddetti assetti di improvised explosive device disposal (Iedd) e di route clearance package (Rcp) – di cui due sono assetti statunitensi – che dall’inizio del mandato della ‘Julia’ hanno già effettuato numerose ricognizioni di itinerari, volte al monitoraggio delle condizioni delle principali rotabili, nonché significativi interventi per la rimozione e neutralizzazione degli ordigni esplosivi, una volta rivolti quasi solo contro le forze della coalizione ma oggi, sempre più frequentemente, contro le Ansf.

Nonostante il turno della ‘Julia’ sia iniziato solo da poche settimane, sono già numerosi gli interventi effettuati nell’area di responsabilità. La concentrazione degli interventi in quest’ultimo mese coincide con l’inizio della cosiddetta fighting season, ovvero l’inizio della stagione calda in cui i focolai di resistenza degli insurgents si rianimano dopo una fase di relativa tranquillità coincidente con la stagione invernale, ormai alla spalle.

Pur con uno sguardo rivolto prevalentemente al settore della lotta agli ordigni esplosivi, i genieri del 2° reggimento stanno coordinando e sviluppando, di concerto con i principali partner della Coalizione, la delicata fase di addestramento e mentorizzazione di Esercito e Polizia afghana nel settore della bonifica di tali ordigni. In particolare, la Task Force Genio, oltre a ‘validare’ i team Iedd secondo degli standard analoghi a quelli Nato, contribuisce insieme ai Military Advisor Teams alla formazione di circa 80 istruttori che a loro volta hanno tenuto corsi di base sulla capacità di intervento su ordigni rudimentali in favore di oltre 400 colleghi, secondo l’ormai consolidato progetto noto come ‘train the trainer’. Il risultato di tale sforzo si concretizza in tre compagnie di Route Clearance e diversi assetti Iedd afghani giornalmente operanti in tutto il settore ovest, che organizzano e conducono autonomamente missioni di contrasto agli ordigni esplosivi, con ottimi risultati.

Infine, sempre nell’ambito dell’addestramento, a breve anche presso il Regional Command West (il comando multinazionale di stanza a Herat, di cui la ‘Julia’ è la struttura portante) sarà disponibile una struttura modulare per l’addestramento Ied, la cosiddetta C-Ied training line, una struttura volta ad assicurare il mantenimento delle capacità operative delle forze di sicurezza afghane nella lotta agli ordigni.

Il prossimo anno, qui nel ‘paese degli aquiloni’ si terranno le elezioni presidenziali che ne determineranno il futuro. Gli obiettivi raggiunti sin ora lasciano ben sperare. Occorre solo un ultimo sforzo per garantire un futuro migliore a questo popolo che oggi, dopo tanti anni, vede ‘la luce in fondo al tunnel’.

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