«Io, pittore di scena in “Loro” di Sorrentino»

Stefano Bernabei, artista di Zoppola, racconta l’esperienza sul set. «Il suo è un surrealismo che lascia un’impronta»

C’è anche la mano di un artista di Zoppola in “Loro”, il film del premio Oscar Paolo Sorrentino sulla vita di Silvio Berlusconi, pellicola la cui uscita nelle sale è stata preceduta da un’attesa spasmodica e che, come ci si aspettava, sta facendo discutere.

Stefano Bernabei, laureato all’Accademia delle Belle arti di Venezia, ha lavorato sul set come pittore di scena, figura centrale in numerosi produzioni cinematografiche.

Con il cineasta napoletano l’artista di Zoppola ha lavorato per la terza volta, dopo le collaborazioni per “The youth” e “The young Pope”.

In questo caso, però, Bernabei è stato impegnato sul set per tutta la durata delle riprese, che si sono protratte per sei mesi tra Cinecittà, Argentario e Costa Smeralda.

Chiamato dalla storica scenografa di Sorrentino, Stefania Cella, l’artista ha realizzato materialmente le idee del regista per le ambientazioni, caratterizzate da lusso e surrealismo. Un elemento, quest’ultimo, che forse è quello che maggiormente caratterizza l’arte di Sorrentino ed è ben evidente anche in “Loro”.

Tante le opere uscite dalla mano di Bernabei per la pellicola su Berlusconi: la più considerevole è la pittura di un vulcano, alto cinque metri e con un diametro di otto, utilizzato per una scena ambientata a Villa Certosa, una delle residenze sarde dell’ex presidente del Consiglio.

Inoltre l’artista ha collaborato alla ricostruzione degli studi di trasmissioni come Forum e altre che hanno caratterizzato l’ascesa televisiva di Berlusconi. Da evidenziare, poi, le cinquecento crisalidi preparate da Bernabei e, infine, il volto del Cristo usato nell’ultima scena del film.

Un’esperienza importante e di spessore, insomma, per un artista che ha alle spalle una lunga carriera non soltanto nel mondo del cinema, ma anche come restauratore di antiche ville di Venezia e altri impegni che lo rendono uno dei pittori di scena maggiormente apprezzati e richiesti del panorama italiano.

I ritmi, durante le riprese di Loro, per Bernabei sono stati serrati: l’artista lavorava anche dodici ore al giorno.

«A differenza delle altre collaborazioni che avevo avuto con Sorrentino – spiega –, in questo caso, molte volte, sono stato chiamato a realizzare rapidamente le idee del maestro. Non è sempre stato semplice, ma credo di aver svolto il mio compito in modo puntuale, come certifica la soddisfazione del regista nei confronti del mio operato».

Bernabei, infine, esprime il suo punto di vista sul modo di interpretare il cinema di Sorrentino. «Il surrealismo che caratterizza le sue opere – conclude – non è mai fine a sé stesso, anzi, è sempre rivolto a veicolare un messaggio, a lasciare un’impronta. Per quanto mi riguarda, poter lavorare nuovamente con lui è stato un privilegio».

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