Interrogazione M5S il caso è finito in Parlamento

VENZONE. Mentre a Venzone, alla Ravanelli spa si stanno vivendo ore d’agoscia, il caso di Gianluca Salviato, il tecnico dell’impresa friulana, scomparso sabato in Libia, dove l’impresa sta...

VENZONE. Mentre a Venzone, alla Ravanelli spa si stanno vivendo ore d’agoscia, il caso di Gianluca Salviato, il tecnico dell’impresa friulana, scomparso sabato in Libia, dove l’impresa sta realizzando alcune opere infrastrutturali, il caso sbarca in Parlamento. Il deputato del MoVimento 5 Stelle Walter Rizzetto ha infatti presentato ieri un’interrogazione per conoscere quali provvedimenti siano stati adottati dal Ministro degli Affari esteri per rintracciare il tecnico dell’azienda friuoana.

«Riteniamo che il Ministero abbia delle gravi responsabilità nella scomparsa del tecnico - attacca Rizzetto -. Il governo Renzi deve tutelare i lavoratori delle imprese italiane che operano in Libia, considerando la situazione a rischio sicurezza che sussiste nel paese africano. Già con una precedentemente interrogazione del 4 febbraio scorso avevamo, infatti, denunciato il sequestro di altri due operai, poi rilasciati, in territorio libico».

«Il governo è ben consapevole dei rischi che corrono quotidianamente i lavoratori delle nostre imprese presenti in Libia. La scomparsa di Gianluca Salviato è l’ennesima prova dell’incapacità della Farnesina di promuovere azioni per tutelare l’incolumità fisica dei nostri concittadini - sottolinea il portavoce M5S -. Inoltre, la situazione è resa più grave dal fatto che il Ministero degli esteri non si adopera adeguatamente per la liquidazione dei crediti delle imprese italiane in Libia successivi alla crisi dell’anno 2001. La mancata liquidazione di questi crediti, oltre a provocare direttamente la crisi delle aziende coinvolte, ha costretto gli imprenditori e gli operai di queste imprese - conclude Rizzetto - a continuare ad operare in Libia pur di far “sopravvivere” le loro attività, mettendo a repentaglio la loro vita».

A Venzone, come si è detto, nella sede della Ravanelli spa si continua a seguire con trepidazione la vicenda. I vertici aziendali sono in riunione costante per decidere il da farsi e capire se sia opportuno o meno che un dirigente della ditta si rechi sul posto. Il presidente Sergio Madotto ha ribadito che non c'è l'intenzione di «adoperarci per conto nostro». Del caso - ha aggiunto - si stanno occupando «le autorità della città, il console, polizia, servizi segreti libici».

Già in passato, esattamente nel 2011, tecnici e operai della Ravanelli erano dovuti fuggire da Tobruk per ragioni di sicurezza e si erano rifigiati in Egitto. Nel 2012 era stato possibile riprendere i lavori, ma questo rapimento ha di nuovo messo in difficoltà il lavoro dell'azienda. (p.c.)

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