Insiel: base d'asta a 87 mln
Promosso anche il bilancio 2006: l'utile è di 6 milioni
TRIESTE.
Un giro d'affari di più di 100 milioni di euro, 6 milioni di utile netto, e un pacchetto azionario in vendita pari a 87 milioni. Sono queste le credenziali con cui Insiel si presenza alla delicata fase della privatizzazione. Ieri l'assemblea degli azionisti della società informatica regionale ha compiuto un nuovo passo verso il futuro assetto della società, che prevede la vendita del 49% del pacchetto azionario ad un partner privato. Dopo il via libera alla privatizzazione da parte della Giunta regionale, l'assemblea ha affrontato tre punti indispensabili per avviare l'operazione: il prezzo minimo di vendita del 49% della società, il bando europeo, e il bilancio di Insiel. L'aumento di capitale. Dopo settimane di attesa, è stata finalmente fissata la cifra ufficiale necessaria necessaria alla privatizzazione. L'assemblea ha infatti deliberato una plusvalenza pari a 87,21 milioni di euro, che rappresenta anche valore minimo per la cessione della quota.
L'aumento di capitale vero e proprio è pari a poco meno 7 milioni e mezzo di euro: la società emetterà 7.450.833 azioni dal valore nominale di un euro, che saranno però poste sul mercato a un prezzo di 10,68 euro per titolo. Il valore per l'offerta minima, al di sotto della quale non saranno prese in considerazione le offerte, è stata calcolata dal Consiglio di amministrazione sulla base della valutazione commissionata a Ernst&Young, che assegnava all'azienda informatica, nell'attuale assetto, un valore pari a 90,6 milioni di euro. La gara. La vendita del 49% della società avverrà tramite un bando europeo, approvato sempre nel corso dell'assemblea di ieri. Il testo è sull'edizioni di oggi del Corriere della Sera, del Sole 24, e dell'edizione europea del Financial Times. Il documento fissa termini e procedure per la cessione: entro breve termine i soggetti singoli o associati, dovranno ufficializzare con una lettera il proprio interesse all'acquisto, allegando anche i documenti che comprovino i requisiti minimi richiesti per partecipare alla gara. Scaduti i termini, la fase di pre qualifica sarà conclusa e, presumibilmente entro tre settimane da oggi, si passerà all'esame delle offerte, valutando principalmente due fattori: le caratteristiche del partner (mercato, rete dì venduta, strutture, progetti aziendali), e naturalmente l'offerta economica, che non dovrà essere inferiore agli 87 milioni di euro stabiliti. Trattandosi di una gara, è dunque prevedibile che la cifra offerta da chi vincerà, alla fine sarà più alta. Il bilancio.
Nella stessa assemblea è stato anche approvato il bilancio della società informatica, che ha fissato a 100 milioni e 600 mila euro il fatturato totale di Insiel nell'ultimo anno, con un utile netto 6,1 milioni. Cifre che testimoniano l'ottima salute di Insiel, e che soprattutto rappresentano un buon biglietto da visita per una società che si avvia alla privatizzazione. «E' un ottimo risultato - ha commento l'assessore ai servizi informatici Gianni Pecol Cominotto-, il migliore nella storia dell'Insiel. Sono cifre di assoluto rilievo - ha aggiunto - e che, è bene ricordarlo, riassumono l'andamento della società nel 2006, vale dire senza i ceppi che il decreto Bersani ha posto all'Insiel». Il fronte sindacale. In attesa di riprendere il confronto sulla privatizzazione, ieri le forze sindacali dell'azienda hanno richiamato l'attenzione un altro tema caldo, riguardante i lavoratori impiegati presso l'azienda da ditte esterne in appalto. Da tempo si parla di una possibile stabilizzazione dei 150 dipendenti di ditte esterne, ma negli ultimi giorni, hanno denunciato Cgil, Cisl, Fismic, Ugl e Cub, si sarebbero moltiplicate le voci di un tentativo da parte della dirigenza Insiel di trattare direttamente con i lavoratori, «per giungere ad un accordo a condizioni più basse rispetto a quanto i lavoratori potrebbero pretendere».
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