Inno fascista su Fb, bufera su Ariana Sabato

L’ex vicecoordinatrice del Pdl Dalla Santa: «Ciriani prenda le distanze». Pillon (Pd): «Ci offende»

SACILE

Una cosa è certa. Ariana Sabato, l’assessore del Comune di Sacile che rappresenta l’anima “di destra” della giunta Ceraolo, inosservata proprio non passa e, in barba a chi la critica, continua con le provocazioni. Ma questa volta a non mandarla giù sono anche componenti del suo partito, componenti del Pdl più vicini alla componente forzista che a quella aennina. Del resto il video sul “buon Natale camerata” la Sabato non l’ha inviato a tutti. Destinatari del video sono il vicepresidente della Regione Luca Ciriani, il presidente della Provincia Alessandro Ciriani, Dusy Marcolin (capo segreteria di Ciriani senior), l’assessore comunale di Azzano Decimo Massimo Piccini e altri amici che arrivano dall’area di An.

Per qualcuno il video è da leggersi come una provocazione voluta, in primis a quella componente del partito che sostiene la linea dura del presidente Ciriani. Che nel Pdl provinciale ci sia una guerra in corso non è certo una novità e l’assessore ha fatto ben capire da che parte sta. E così ieri, sul profilo Facebook dell’assessore, non è passato inosservato il commento di Bruna Dalla Santa, già vicecoordinatrice del Pdl cittadino proprio con la Sabato alla guida. «“Servono persone giovani e nuovi progetti” – cita le parole di Ciriani al Messaggero Veneto –. Se il nuovo è quello dei link che tu vai postando in giro, considerami fuori da tali progetti... e con me credo tanti altri amici del Pdl di Sacile. Mi aspetto che il presidente (Alessandro Ciriani che però è in Afghanistan, ndr) prenda le distanze da te e da nostalgie di questo tipo».

La più irritata, però, è l’ex assessore Daniela Pillon che, con il benestare del suo partito (il Pd) usa toni gravi. «Mio padre aveva vent’anni quando fu deportato in Germania, prima destinazione Kiel. Suo cugino Marco aveva la stessa età e morì di sete a Pantelleria vittima dei sogni di gloria del fascismo. Lo zio Arturo – prosegue Pillon – finì nell’inferno di Dachau e morì per i patimenti subiti. Furono vittime della furia nazifascista come milioni di altri esseri umani. Sappia, assessore Sabato, che lei scherza sul sangue degli innocenti, sull’immane sofferenza cui il fascismo condannò il nostro Paese che non può e non deve essere dimenticata».

«Lei – conclude Pillon –, che si dichiara nazionalista, offende la memoria di una nazione, che ha nella Costituzione la sua più alta espressione. La legge 645 del 1952 stabilisce che è reato anche esaltare pubblicamente “esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo” come lei ormai frequentemente fa, indifferente all’ingiuria nei confronti di tanti suoi concittadini».

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