Infrastrutture e Terza corsia Pressing di Serracchiani a Roma

UDINE. Il nodo della Terza corsia dell’autostrada A4 dev’essere sciolto al più presto. È quello che pensa la presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani, che in queste settimane mantiene un incalzante confronto con il governo Letta. Un pressing che, da quanto filtra negli ambienti politici, non sarebbe gradito a parte del Pdl che ancora si lecca le ferite dopo la sconfitta elettorale.
Dopo aver già incontrato alcuni ministri e dopo averne accolti anche un paio a Trieste, Serracchiani mercoledì tornerà a Roma. Perché il vertice con il capo delle infrastrutture Maurizio Lupi era stato rinviato a causa dell’incidente al porto di Genova, ma lei, che ha tenuto per sè la delega pesante delle grandi opere, intende fare chiarezza su molti aspetti legati al commissariamento per l’ampliamento dell’autostrada A4 tra Quarto d’Altino e Villesse.
Serracchiani in queste settimane ha affermato di voler capire «se è commissario» a tutti gli effetti, riferendosi al decreto di nomina dello scorso gennaio che lega la figura titolare della gestione emergenziale alla carica di presidente della Regione Fvg. E soltanto quando molti aspetti saranno chiariti deciderà se il commissariamento rimarrà in capo a lei o se invece le scelte saranno diverse. Intanto, nei giorni scorsi il vicecommissario Riccardo Riccardi ha scritto una lettera alla giunta regionale comunicando il suo passo indietro.
Il tema della Terza corsia era stato anche al centro del colloquio che Serracchiani aveva avuto a Roma con il presidente del Consiglio, Enrico Letta. E affrontando l’iter procedurale dell’opera con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi era emerso che la procedura «va nella direzione di una discontinuità tra la gestione commissariale precedente e quella che potrebbe delinearsi in futuro».
Serracchiani poi all’inaugurazione della galleria di Chiusaforte aveva ribadito che «serve un piano strategico per le infrastrutture che ne indichi le priorità e la loro sostenibilità economica. Ma serve un ripensamento e un piano generale - aveva spiegato - perché le infrastrutture non basta progettarle ma devono essere anche completate». E aveva auspicato una collaborazione con l’Anas, che «potrebbe essere interessata a partecipare nel 2017 alla gara per la concessione e gestione dell’A4», aveva detto l’amministratore unico della società, Pietro Ciucci.
La scorsa settimana tecnici di Autovie Venete hanno incontrato a Milanco alcuni rappresentanti delle banche proprio per continuare il confronto sul tema al momento più delicato e cioè quello del finanziamento dell’opera da 2,3 miliardi di euro.
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