Informest, Acerbi: ridurre i costi di produzione delle pmi

Un progetto che mira alla creazione di modelli di sviluppo sostenibile tra gli insediamenti produttivi, basati sull'integrazione tra industria e ambiente. In Friuli l’esempio da seguire c’è già: è...

Un progetto che mira alla creazione di modelli di sviluppo sostenibile tra gli insediamenti produttivi, basati sull'integrazione tra industria e ambiente. In Friuli l’esempio da seguire c’è già: è quello dell’area industriale di Amaro, dove ha oggi sede Agemont. L’obiettivo del progetto Sepa (Sustainable and equipped productive Areas), i cui risultati sono stati presentati ieri nella sala della Torre della Fondazione Carigo, è di andare oltre, creando un sistema integrato che permetta di implementare le risorse a disposizione delle piccole medie industrie. L’iniziativa, co-finanziata dal programma South East Europe e con un budget complessivo di 1,7 milioni di euro, ha coinvolto otto enti provenienti da sette Paesi del Sud-Est europeo. Leader partner per l’Italia è Informest, l’agenzia attiva dal 1991 a Gorizia, affiancata da “Sviluppo Basilicata”'. Studi di fattibilità e azioni pilota hanno interessato l’area industriale di Amaro (Udine), il parco industriale di Lavrion (Grecia), l’area di Viggiano (Potenza), l’ex area militare di Tapolca (Ungheria), la zona di Sezana (Slovenia), e le aree di Varna (Bulgaria), Baia Mare (Romania) e Jug-Backi Jaraj (Serbia). L’obiettivo finale del progetto è la promozione di «una valida alternativa di crescita del sistema economico aggregato, anche nel Friuli Venezia Giulia – ha sottolineato la presidente di Informest, Silvia Acerbi –, caratterizzato da una prevalenza di Pmi, spesso organizzate in distretti e aree produttive e gestite da consorzi e agenzie di promozione. Sono proprio i sistemi frammentani le vittime principali della recessione. La piccola azienda da sola non ce la può fare, la sfida per le pmi è condividere strumenti e servizi per ridurre i costi di produzione e competere sui mercati internazionali». La soluzione proposta dal progetto è quella degli insediamenti Apea (Aree produttive ecologicamente attrezzate), con accorgimenti che privilegiano il basso consumo energetico e la gestione unitaria dei rifiuti speciali. (chr.s.)

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