Influenza, quattro in terapia intensiva

L’Azienda sanitaria udinese: c’è poca attenzione alle vaccinazioni con cui si potrebbero evitare le complicanze più pericolose
20050120 ROMA - CRO - INFLUENZA - Una signora colpita dall'influenza con una borsa d'acqua calda in testa, legge le istruzioni dei medicinali. Claudio Peri ANSA / RED
20050120 ROMA - CRO - INFLUENZA - Una signora colpita dall'influenza con una borsa d'acqua calda in testa, legge le istruzioni dei medicinali. Claudio Peri ANSA / RED

UDINE. Rispunta in Friuli il temutissimo virus influenzale A/H1N1 che un paio d’anni fa provocò epidemie in tutto il mondo ed ebbe anche conseguenze mortali. Solo nell’ultimo mese quattro friulani sono stati ricoverati in gravissime condizioni nei reparti di terapia intensiva degli ospedali della provincia di Udine per le complicanze causate dall’influenza. E gli esami di laboratorio hanno poi rivelato che tutti - due uomini e due donne di età compresa tra i 33 e i 64 anni - avevano contratto proprio il virus A/H1N1.

Secondo medici ed esperti questi casi acuti rappresentano anche la “spia” di un preoccupante calo della copertura vaccinale. Secondo le prime stime dell’Azienda sanitaria 4 Medio Friuli, quest’anno gli anziani friulani che si sono vaccinati sono stati all’incirca il 53%, ben il 7% in meno rispetto allo scorso anno. Un valore elevato se si pensa, come spiega Tolinda Gallo responsabile del Servizio malattie infettive dell’Ass4, che «per ridurre la circolazione di un virus bisognerebbe vaccinare almeno il 75% della popolazione a rischio».

Le persone che hanno dovuto combattere contro il virus pandemico sono due uomini di 33 e 58 anni residenti rispettivamente a Udine e a San Daniele e due donne di 46 e 64 anni, la prima di Fagagna e la seconda di San Daniele. Nessuno di loro sì era vaccinato anche perchè, secondo quanto si è appreso, nessuno rientra nelle cosiddette “categorie a rischio” (per esempio la vaccinazione è consigliata, oltre che agli over 65, a anche chi ha patologie croniche).

«Sono pazienti giovani e sani - ha sottolineato il dottor Giorgio Brianti, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ass4 - che hanno sviluppato polmoniti acute e che hanno presentato quadri clinici davvero importanti. Da parte dei cittadini c’è stato un calo di attenzione per quanto riguarda le vaccinazioni. E ciò, probabilmente, è legato anche ai problemi di approvvigionamento che ci sono stati a inizio stagione per il blocco precauzionale di alcuni lotti. Vorrei ribadire - prosegue l’esperto - che i vaccini, in quanto prodotti biologici, sono sottoposti a una rigida serie di controlli e quindi quelli che vengono somministrati sono sicuri e garantiti. E invece - osserva ancora il dottor Brianti - c’è molta diffidenza verso i vaccini. Ma questi quattro casi gravi devono far riflettere tutti sull’opportunità di cautelarsi prima».

«Il virus dell’influenza - chiarisce la dottoressa Gallo - non è certo “bonario” e dunque non va trascurato perchè le complicanze, pure in persone sane, possono avere conseguenze permanenti e anche mortali in casi estremi. Il virus pandemico A/H1N1 è stato ampiamente sottovalutato. In realtà sta circolando da due anni a questa parte e sta dando problemi. Bisogna rivalutare l’importanza delle vaccinazioni il cui scopo è appunto quello di ridurre o evitare le complicanze dell’influenza. Infatti - aggiunge la responsabile del servizio Malattie infettive - una persona, anche se vaccinata, può comunque sviluppare una sindrome influenzale che però verosimilmente non sfocerà in polmoniti e in altre manifestazioni acute».

Come spiegano gli “addetti ai lavori”, quest’anno il picco dell’influenza è stato registrato all’inizio di gennaio, il massimo del contagio si è avuto tra a metà e la fine di febbraio e tra la fine di questo mese e l’inizio di aprile l’epidemia dovrebbe esaurirsi. La situazione è sotto il costante controllo del ministero della Salute grazie al progetto per la Sorveglianza delle forme gravi e complicate di influenza stagionale. Ci sono poi i “medici sentinella” che settimanalmente segnalano i casi. Eventuali mutazioni dei virus vengono monitorate effettuando tamponi faringei ai pazienti.

Lo scorso gennaio una donna di 59 anni colpita dall’ A/H1N1è morta all’ospedale di Napoli e a febbraio lo stesso virus è stato individuato anche in una bambina morta in provincia di Reggio Emilia.

Riproduzione riservata © Messaggero Veneto