Influenza, due casi gravi e torna la suina

La diminuzione delle vaccinazioni ha determinato un aumento delle presenze al pronto soccorso. E' ricomparso anche il virus H1N1.

PORDENONE. In coda al pronto soccorso per l’influenza. Sarà la forma aggressiva di quest’anno, sarà il notevole calo delle vaccinazioni, anche Pordenone fa i conti con il male di stagione. E rispunta pure la suina. Dato che rientra nel bilancio dell’attività del pronto soccorso e della medicina d’urgenza, dipartimento guidato dal dottor Francesco Moscariello.

Influenza. «Nell’attività del pronto soccorso – afferma il primario – le forme influenzali hanno il loro peso in queste ultime settimane». Una delle cause, secondo il responsabile del servizio, è la diminuzione delle vaccinazioni, meno 18 per cento in provincia di Pordenone, dovuta alla vicenda del Fluad che ha allontanato molti, anche appartenenti a categorie a rischio, dal vaccino.

«Sono stati soprattutto casi di persone già fragili – prosegue il medico – e in qualche occasione è stato necessario il ricovero in terapia intensiva». Uniche eccezioni, rileva, i casi di due persone giovani colpite da una forma severa, «ma – rassicura il primario – si tratta di situazioni sporadiche».

E’ ricomparso anche il virus H1N1, l’influenza suina, più grave rispetto a quella normale. Alcuni casi sono stati trattati in pronto soccorso: persone colpite da questa particolare e grave forma di influenza.

Numeri. L’influenza è soltanto uno dei motivi che portano i cittadini a rivolgersi al pronto soccorso. Nel 2014 a Pordenone si sono contati 51 mila accessi, cui vanno aggiunti i circa 7 mila di Sacile. Questi accessi hanno portato a 8 mila 175 ricoveri, mentre 93 sono stati i trasferimenti verso hub con specializzazioni particolari e 54 i decessi.

Priorità. Gli accessi in codice rosso, i più gravi, sono stati 842. I codici gialli ammontano a 11 mila 26, con una percentuale di ricoveri del 39 per cento. La quota maggiore è rappresentata dai codici verdi, 22 mila 328, con una percentuale di ricovero del 14 per cento. Infine i codici bianchi: 16 mila 738, con l’1 per cento dei pazienti ricoverati. Il tasso di ricovero è in totale del 15,1 per cento, inferiore a Udine e a Trieste.

Orari. Il flusso maggiore si registra al mattino, dalle 9.30 alle 13, con un accesso medio di 9-10 pazienti l’ora. Il numero scende di un paio di unità e si mantiene sino alle 20 diminuendo ulteriormente dopo le 23. Ci sono anche periodi in cui c’è grande attività a tutte le ore. «A dicembre – spiega il responsabile – abbiamo avuto quattro giorni di intasamento con 600 accessi in totale, 30 persone al giorno in più rispetto ai numeri normali».

Triage. E’ il sistema adottato per l’attribuzione del codice. «Con gli spazi e il personale a disposizione – spiega Moscariello – possiamo fare soltanto il triage con l’intervista, ma laddove l’infermiere si accorge che la situazione è complessa prende anche i parametri fisici per l’accesso più veloce».

Sacile. Si sono registrati circa 7 mila accessi a Sacile e lo staff che opera è quello di Pordenone. «Cerchiamo di selezionare la tipologia del malato – afferma ancora il responsabile del servizio – per verificare chi abbia bisogno di prestazioni specialistiche: in caso affermativo viene inviato a Pordenone».

Per questo tipo di organizzazione, Pordenone deve scaricare i post-acuti che vengono rinviati a Sacile. «Questo – sottolinea il responsabile – è un lavoro che si sta facendo per cercare di dare risposte adeguate ai cittadini. Si manda il malato dove può avere più risorsea disposizione». Che significa i casi acuti a Pordenone e i casi meno complessi in periferia.

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