Incidente al ritorno dal raduno delle “500”, muore in Germania

RONCHIS. La prima 500 l’ha comprata appena presa la patente e da allora non ha mai smesso. La sua era una passione per i motori in genere: era riuscito, infatti, a realizzare il sogno di diventare pilota e a conquistare il titolo europeo fra i piloti portatori di handicap.
Una passione pagata a caro prezzo, con la vita. Il destino, beffardo, lo ha atteso sulla strada del ritorno da uno dei suoi tanto amati raduni.
A lui piaceva tanto immergersi in quell’atmosfera dove , quando si parla di carburatori e carrozzerie, si è tutti amici: era capace di programmare un’uscita anche sei mesi prima, per essere sicuro di non perdere l’occasione. E poi proprio lui non poteva mancare, nel suo ruolo di coordinatore per il Friuli del 500 Club Italia.
Questa volta però la sua passione lo ha tradito. Luciano Odorico se n’è andato a 49 anni vicino alla città di Koblenz, nel distretto di Francoforte, in Germania. Catapultato fuori dalla sua 500 da un’auto che lo ha tamponato non lasciandogli scampo.
Stava tornando dall’Olanda, dove aveva partecipato a un raduno: «era partito mercoledì – ricorda il fratello Gianni – lo abbiamo sentito quando è arrivato in Olanda e ci ha detto adesso spengo il cellulare e vi chiamo quando rientro. Non volevo che andasse sia con la 500, gli avevo detto di caricarla sul carrello e lui mi ha risposto «Ma scherzi ? Andiamo via in quattro e comunichiamo via radio, che problema c’è ?».
Con lui in auto domenica pomeriggio c’è un amico di Belluno: la sua 500 si è guastata ed è rimasta in Olanda e Luciano lo sta riaccompagnando a casa: viaggiano in fila, lui chiude il corteo delle quattro auto d’epoca. Si parlano via radio per avere la conferma che tutto è ok.
A un certo punto però Luciano non risponde più. Per cause che la polizia tedesca sta vagliando in queste ore, un’auto tampona a forte velocità la 500 di Odorico e la scaraventa contro il guardrail. Con l’impatto lui viene lanciato fuori dall’abitacolo, un volo di diversi metri che non gli lascia scampo.
«Aveva appena comprato un’altra 500 – racconta il fratello Gianni – ne era felicissimo». L’appuntamento a casa lo aveva dato per lunedì in arrivo c’erano i parenti dall’Australia e lui si era già preso l’impegno di portarli a conoscere il Friuli.
Solo martedì il Magistrato tedesco deciderà se procedere con un’autopsia in quel caso il corpo di Luciano sarà trasferito a 90 chilometri dal luogo dell’incidente. In caso contrario concederà l’autorizzazione per il rimpatrio della salma: «prima di venerdì sarà difficile che lui possa rientrare», ammette il fratello che assieme alla famiglia sta aspettando per decidere la data del funerale. Almeno l’amico bellunese sta meglio, ci ha confermato ieri sera il fratello.
Luciano Odorico lascia tre fratelli, Gianni, apprezzato ristoratore e titolare a Ronchis del locale Là di Fulin, Renato, artigiano riparatore molto conosciuto in zona e una sorella Loretta che vive a Palazzolo dello Stella.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Riproduzione riservata © Messaggero Veneto








