Incendio in casa, intossicata una donna: le fiamme partite dal caricabatterie del cellulare

Il rogo nel primo pomeriggio del 10 dicembre in un’abitazione di Mortegliano, che è stata dichiarata inagibile. Il sindaco Zuliani ha offerto alla famiglia ospitalità per la notte

Chiara Dalmasso
L’abitazione di vicolo Paradiso interessata dal rogo: il piano di sopra risulta inagibile /foto petrussi
L’abitazione di vicolo Paradiso interessata dal rogo: il piano di sopra risulta inagibile /foto petrussi

Un caricabatterie che si surriscalda e va a fuoco, distruggendo il primo piano di un’abitazione e mandando in ospedale una donna, rimasta lievemente intossicata. Avrebbe potuto trasformarsi in una tragedia, con conseguenze ancora più gravi, l’incendio che è divampato nel  pomeriggio di mercoledì in una casa di Mortegliano, in vicolo Paradiso.

La dinamica

Erano circa le 14 di ieri pomeriggio quando il caricabatterie, collegato a una presa accanto al letto, si è surriscaldato: in poco tempo ha preso fuoco, senza che la donna, una 44enne originaria della Romania, si accorgesse di nulla. Le fiamme hanno avvolto prima il letto, estendendosi poi all’intera stanza e al piano superiore dell’abitazione.

La donna, nel tentativo di capire che cosa stesse accadendo e quindi di domare il rogo, ha accusato un principio di intossicazione da fumo: allertato il personale sanitario, è stata portata all’ospedale Santa Maria della Misericordia, ma non sarebbe in pericolo di vita.

L’allarme

Sul posto, sono intervenuti i carabinieri di Latisana e i vigili del fuoco di Udine, che hanno circoscritto e domato il rogo e messo in sicurezza l’abitazione, mentre la donna veniva presa in carico dal personale sanitario e condotta al nosocomio del capoluogo friulano. L’abitazione, per quanto il rogo sia stato spento rapidamento, risulta inagibile, tanto è vero che il sindaco di Mortegliano, Roberto Zuliani, si è offerto di dare ospitalità alla donna e alla sua famiglia per la notte.

I precedenti

Non è la prima volta che un incendio divampa con modalità simili: tra i casi più recenti, a Nord-Est, il rogo di un appartamento in via Crispi a Trieste, avvenuto la scorsa estate. Anche qui, a far divampare le fiamme, un cortocircuito causato dal surriscaldamento di un caricabatterie per cellulari.

Un altro caso eclatante, quello avvenuto quasi un anno fa a Fiume Veneto, nel Pordenonese, quando a far divampare il rogo fu il caricatore di un trapanino elettrico: l’incendio, generatosi in un garage adibito a officina, distrusse 40 modellini di aeroplani radiocomandabili, che il proprietario aveva montato a mano.

Un lavoro di anni, andato totalmente distrutto. Il caso di Mortegliano, dunque, non è l’unico a Nord-Est: la raccomandazione è sempre quella di non lasciare i caricatori attaccati alla presa per troppo tempo. 

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