Incendi alle case Ater di Fiume Veneto, patteggia 2 anni

La 25enne Tamara Bernardi resta agli arresti domiciliari. Nessuno si è costituito parte civile nel procedimento

FIUME VENETO. Danneggiamenti nelle case Ater di via Ermacora, a Fiume Veneto, il caso è chiuso. Tamara Bernardi, 25 anni ha patteggiato due anni di reclusione, senza la sospensione condizionale della pena. La donna si è assunta la responsabilità degli episodi cui era accusata: danneggiamento seguito da incendio, atti persecutori e minaccia. Resta in atto la misura cautelare degli arresti domiciliari, che molto probabilmente verrà revocata con l’esecutività della sentenza.

Il patteggiamento è stato formalizzato davanti al giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Pordenone Alberto Rossi.

«Sì, alcuni incendi li ho appiccati io. Non intendevo fare del male, bensì compiere un gesto dimostrativo per richiamare l’attenzione sulla mia difficile situazione», aveva spiegato al giudice a gennaio, durante l’interrogatorio di garanzia a seguito dell’applicazione della misura cautelare del 25 gennaio precedente.

Tamara Bernardi non era stata ripresa mentre appiccava il fuoco alle porte delle case o inviava una lettera anonima, ma la sua presenza era stata registrata dalle telecamere posizionate dagli inquirenti, in entrata e in uscita, negli orari in cui accadevano gli episodi che per mesi hanno terrorizzato i residenti. A loro si era unita per esprimere il suo disagio, lanciando l’idea delle ronde notturne.

La venticinquenne aveva sempre negato fermamente, però, di essere l’autrice di un altro incendio, quello con conseguenze più gravi. Per quell’episodio, avvenuto nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 2012, un 48enne di Fiume Veneto è stato rinviato a giudizio.

Nessuno, ieri, si era presentato per costituirsi parte civile. Ora la venticinquenne è rientrata a casa, in via Ermacora, dove si trova ai domiciliari.

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