In tre mesi cancellate mille aziende

I dati Movimprese sul Friuli Venezia Giulia: si allarga la forbice fra iscrizioni e cessazioni. Da Pozzo (Unioncamere): agire su credito e infrastrutture

UDINE. Nei primi tre mesi dell’anno il Friuli Venezia Giulia ha perso quasi mille imprese, per l’esattezza 967 (quasi l’1% delle iscritte), circa 200 in più rispetto all’anno scorso. Il 2012 comincia peggio di com’era iniziato e finito il 2011, con meno iscrizioni e più cessazioni. Lo comunica Movimprese nello studio realizzato da Infocamere per Unioncamere. Nel primo trimestre dell’anno, si è allargata la forbice della vitalità delle imprese tra chi sceglie di entrare sul mercato, creando una nuova attività (sono stati in 533 tra gennaio e marzo), e chi, al contrario, ne è uscito (in tutto 783).

Un dato in linea con quanto accaduto a livello nazionale, dove gli iscritti sono stati 120.278 e le cancellazioni 146.368 (meno 26.090). Spulciando i dati relativi alla nostra regione, l’unico segno positivo – come peraltro nel resto del Paese – lo si trova alla voce “società di capitale” con 97 iscrizioni, contro 64 cessazioni. A livello nazionale, invece, le iscrizioni sono state 21.185 mentre le cancellazioni 14.904. In tutto 6.911 imprese in più, con una crescita dello 0,5%. Un salto in avanti – «anche se più attenuato rispetto allo scorso anno» - garantito, a livello nazionale, anche dalle “altre forme”, per esempio le cooperative. “Altre forme” che, invece, nella nostra regione restano praticamente costanti: 38 iscrizioni e 39 cancellazioni.

Per esempio, le cooperative Fvg segnano 19 iscrizioni e altrettante cancellazioni. Il crollo vero e proprio che ha colpito il Friuli Venezia Giulia riguarda, invece, le ditte individuali con 2.326 cessazioni, quasi il 40% in più rispetto alle 1.496 iscritte. Una percentuale decisamente più elevata rispetto alla media nazionale dove le cessazioni sono state 111.301 il 27% in più rispetto alle 80.781 iscritte. Nella maggior parte dei casi si tratta di imprese artigiane che in tre mesi mostrano un saldo negativo di 364 (771 iscrizioni contro 1.135 cessazioni su un totale di 29.987), percentualmente uno dei peggiori a livello nazionale: il tasso di crescita nel primo trimestre di quest’anno è stato di -1,20% (era -0,88% nei primi tre mesi dell’anno scorso). Peggio del Friuli Venezia Giulia hanno fatto solo il Molise (-2,20%), la Sardegna (-1,92%), la Valle d’Aosta (-1,83%) e l’Abruzzo (-1,60%).

La provincia che paga maggiormente è quella udinese, peraltro, la più popolosa, anche imprenditorialmente: 963 iscrizioni e 1.463 cessazioni (-500). Segue quella di Pordenone (-250) con 533 iscritte e 783 cancellate. Quindi Gorizia (-114) con 223 iscritte e 337 cessate ed infine Trieste (-103). «Il primo trimestre di ogni anno è sempre, fisiologicamente, quello che presenta le performance meno positive – spiega il presidente di Unioncamere Fvg, Giovanni Da Pozzo –: se non cambiano molto (negli ultimi tre anni è stato così) le cancellazioni, sono però in calo significativo le iscrizioni, segno del permanere di uno stato di forte incertezza del nostro sistema produttivo, che non trova il terreno fertile per scommettere sul futuro.

Ciò, nonostante si noti che è in atto un ispessimento delle nostre aziende, che vanno via via strutturandosi sempre di più. Il momento comunque è difficile, a tutti i livelli – continua Da Pozzo –, ed è più che mai indispensabile agire in fretta. Non si può più perdere tempo e anche se nessuno ha in tasca la soluzione per tutti i mali, ci sono tante risposte da poter mettere in atto per dare respiro agli imprenditori, che le chiedono da tempo e con sempre più urgenza, dal credito alle infrastrutture, per ricostruire le condizioni in cui possano credere nuovamente nella sfida imprenditoriale e soprattutto garantire una speranza ai giovani».

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