In regione mancano operai e impiegati Un’azienda su due è in difficoltà

I dati sul bollettino Excelsior (Unioncamere più Anpal)

Paoletti: «Sono previste oltre 31 mila assunzioni»

Franco Vergnano

Quelli che hanno fatto le scuole alte, e anche gli economisti o i sociologi, lo chiamano “mismatch”. È un termine inglese che sta a indicare la condizione di disequilibrio tra domanda e offerta nel mercato del lavoro. In Italia, e in Friuli-Venezia Giulia, il fenomeno sta assumendo criticità sempre più forti. Il lavoro – nonostante gli scenari che si tratteggiano nei talk show - c’è ma sono le risorse per occupare i posti liberi che mancano. Il fenomeno si fa sentire soprattutto nel Triveneto dove da sempre il capitalismo territoriale integrato nelle filiere manifatturiere si nutre di specializzazioni produttive che richiedono personale adeguato.

Un aiuto per ragionare su questi aspetti ci viene dai sistematici bollettini Excelsior (Unioncamere più Anpal). Gli ultimi dati sui bisogni delle aziende che hanno fame di manodopera e tecnici dicono che solo in questo mese, ad esempio, in Friuli-Venezia Giulia sono previste circa 12.300 entrate (più 1.840 sullo stesso periodo del 2022), mentre nell’intero Nord Est si arriva a 140mila e complessivamente in Italia a 585mila circa. Vista anche la stagione, le assunzioni si concentrano nei servizi e per il 59% nelle imprese con meno di 50 addetti. Ma, in 53 casi su 100 le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati, anche perché il 34% riguarda giovani sotto i 30 anni.

In particolare, anche qui vale la legge della concentrazione: le tre figure professionali più richieste raggruppano il 68% delle assunzioni complessive. Per una quota del 58% viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Il 14% dei nuovi posti è destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, una percentuale perfettamente allineata a quella nazionale. In particolare, il 9% delle entrate è riservato a personale con laurea.

E veniamo all’intero trimestre. Nel periodo luglio settembre le entrate toccheranno le 31.190 unità, con un incremento di 4.320 rispetto allo scorso anno. A livello nazionale arriviamo a quasi 1,5 milioni entro settembre. Cresce la difficoltà di reperimento delle figure ricercate, in particolare per metallurgia, costruzioni e meccatronica.

Commentando i dati previsionali Excelsior sulle entrate programmate dalle imprese del settore secondario e terziario nella regione per il trimestre luglio-settembre Antonio Paoletti, presidente della Camera di commercio Venezia Giulia sottolinea che «per più della metà dei casi le imprese prevedono difficoltà nel reperire i profili desiderati». In un certo senso una situazione peggiore di quella nazionale dove risultano ancora in aumento le difficoltà di reperimento delle risorse: riguardano infatti il 47,9% delle assunzioni previste, circa otto punti in più rispetto alo scorso anno.

Nel dettaglio Paoletti sottolinea come in «totale siano previste 31.190 assunzioni, per circa un terzo nel settore dell’industria (che comprende anche le costruzioni) e per due terzi nei servizi. Per questi ultimi, in particolare, risulta forte le domanda per i servizi di alloggio, ristorazione, turisti (6.920 entrate) e per i servizi alle imprese (6.090)».

Dal canto suo il segretario generale Uil del Friuli Venezia Giulia, Matteo Zorn, sottolinea come rimanga sul tavolo «il tema salariale, soprattutto per i giovani e le donne. Il turismo invece sta andando molto bene, ma non per quanto riguarda la qualità del lavoro: tanti sono i contratti aperti, ma il lavoro grigio continua ad affliggere il settore».

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