In missione due mesi e mai pagati: protesta delle mogli dei militari

La lettera a Gava: «Lo Stato deve 400 mila euro ai soldati della Slataper. In cambio hanno offerto ferie.» Il vicesindaco: strano che non abbiano previsto le coperture. Lega pronta all’interrogazione in Parlamento

SACILE. Soldati della “Slataper” in missione due mesi e mai pagati: le mogli di 60 militari di Sacile hanno lanciato l’appello.

“Le nostre famiglie non navigano nell’oro – scrivono le mogli dei militari –. Chi ci dà una mano per ottenere i pagamenti di missione 2016?«. La missione a Capo Teulada in Sardegna pare senza copertura economica: per il saldo servono 400 mila euro.

L’appello è stato diretto alla Lega Nord e il caso finirà in Parlamento. «Ho ricevuto l’accorato appello da alcune famiglie di militari – ha detto il vicesindaco Vannia Gava, che è anche segretario della Lega –. Serve chiarezza e una verifica: il lavoro prestato dai militari in missione va pagato. Lo straordinario professionale deve essere monetizzato».

«E’ strano che nella pubblica amministrazione – ha aggiunto Gava – prima di commissionare straordinari, non si consideri l’effettiva copertura economica. Chiederò all’onorevole Massimiliano Fedriga di presentare un’interrogazione immediata in Parlamento».

La missione. «Mio marito in forza al 7º reggimento Trasmissioni a Sacile non ha il compenso per la missione di due mesi compiuta nel 2016 – è stato l’accorato appello di una moglie –. È partito in ottobre per un’esercitazione di rilievo internazionale alla base di Capo Teulada, in Sardegna. Dello stesso reggimento era con altri 59: sono rientrati a dicembre 2016 e non hanno recepito alcun compenso».

Pare che la proposta a 60 militari di stanza a Sacile sia stata quella di trasformare in ferie i giorni di lavoro in missione sull’isola sarda. «È stato comunicato a mio marito – ha continuato la moglie del graduato sacilese – che il compenso dell’esercitazione sarà trasformato in ore di recupero. In pratica due mesi di ferie». Le famiglie non sono contente della proposta: prendere o lasciare?

Le mogli. «Come mamma e moglie responsabile di una situazione economica familiare non facile, non posso tacere – ha spiegato una portavoce –. Come cittadina, davanti a un’imposizione del genere mi sento in diritto di chiedere chiarezza e di ricevere risposte: conto su un aiuto da parte delle forze politiche a Sacile». Le mogli di 60 militari si sono confrontate sulle esercitazioni nazionale e internazionale effettuate nel secondo semestre 2016.

«Delle esercitazioni Aces e Valeria Victrix non sono stati percepiti i compensi accessori – hanno continuato –. Invece, alcuni reparti sembra che abbiamo percepito il compenso dovuto all’inizio del 2017. Perché? A Sacile non si possono barattare gli euro con delle ore di recupero».

Nei due mesi di ferie proposte, ai militari non sarà possibile impegnarsi in altri lavori. Manca il finanziamento: da 90 giorni i soldati aspettano i compensi.

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