In Fvg cala la produzione industriale

UDINE. L'indagine congiunturale sull' andamento dell'economia regionale nel primo trimestre 2019 elaborata da Confindustria Fvg fornisce un quadro negativo dell'industria regionale rispetto al trimestre precedente.
Nel primo trimestre è sostanzialmente stabile il grado di utilizzazione impianti, pari a 81,3 rispetto al trimestre precedente (82,3).
Il dettaglio dei principali indicatori congiunturali indica che la produzione industriale cala di 7,6 punti, pari al -3,5% rispetto al 4,1% del 4° trimestre 2018; le vendite registrano un -3,1% rispetto al +5,4% del 4°trimestre, segnando un decremento sul mercato domestico (-1,4% rispetto al +5,5%) ed anche un significativo decremento su quello estero (-4,3% rispetto al +6,1%).
Anche i nuovi ordini riflettono una riduzione passando dal +3,8% del 4° trimestre 2018 al +1,9% del 1° del 2019; l'occupazione rimane sostanzialmente stabile.
L'esame dei principali indicatori tendenziali evidenzia che nel primo trimestre 2019, confrontato con lo stesso periodo del 2018, l'andamento della produzione industriale decresce dal +0,3% del 1° trimestre 2018 al -2,7% del 1° trimestre 2019.
Le vendite globali assumono segno negativo passando dal +1,2% dell'anno precedente al -0,7%: effetto sia dalle vendite Italia (-1,3% contro il +2,1% del 1° trimestre del 2018) che dalle vendite estere (-0,1% rispetto al +0.9% del 1° trimestre 2018.
«Sono dati che non stupiscono - ha sottolineato il presidente, Giuseppe Bono - in quanto confermano segnali precedenti dovuti alla grande instabilità dei contesti economici e politici internazionali.
L'acceso confronto Usa-Cina sui dazi, le difficoltà di Sud America con in testa la Venezuela, l'incertezza sull'esito della Brexit sono tutti elementi che influenzano i mercati.
A ciò si accompagna inoltre il rallentamento di Francia e Germania, paesi di sbocco privilegiati dall'export delle imprese del Friuli Venezia Giulia.
Credo sia più importante, non fosse altro che per l'ottimismo che deve prevalere in chi fa impresa, guardare al futuro e le previsioni fanno ben sperare in una stabilizzazione della produzione.
Di certo, la classe politica che governerà l'Europa dovrà riflettere sull'importante ruolo del suo manifatturiero valorizzandolo e ponendo le condizioni per poter con vigore competere a livello mondiale.
Non ci stancheremo mai di sostenere che un forte manifatturiero è lo strumento primo per la crescita sociale ed economica del nostro Paese», ha concluso Bono.
I dati previsionali per il secondo trimestre indicano un potenziale miglioramento nel trend della produzione dove un terzo degli intervistati esprime un incremento mentre quasi due terzi l'assestamento della stessa.
L'andamento positivo viene indicato dagli intervistati anche per la domanda interna e, soprattutto, per quella estera, dove il 43% prevede un incremento mentre il 51% una sua stabilizzazione. Anche l'occupazione registra una previsione di stabilità nell'85% dei casi.
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